Internet: strumento della democrazia.
Le elezioni presidenziali del 12 Giugno resteranno impresse nella memoria storica di molti iraniani, 48 milioni di loro hanno votato per eleggere un nuovo presidente, l’affluenza alle urne è stata dell’85 per cento. Tutti speravano in un cambiamento, espressione democratica della volontà popolare, c’è stato invece solo un inasprimento del controllo e della violenza del regime di Ahmadinejad. Fino alla chiusura delle urne tutto sembrava andare per il meglio, alle undici di sera le strade di Teheran erano colorate di verde, il colore dell’opposizione, Mir Hossein Mousavi era dato come vincitore certo al primo turno. Mousavi, espressione di una apertura verso il mondo occidentale, appoggiato dalla maggior parte dei riformisti del paese, ha trovato un grande sostegno sia nelle università che nella classe media iraniana stanca del vecchio regime, l’unico tratto invariato delle due linee politiche è quello del tema nucleare, anche Mousavi pare ugualmente indisponibile nella modifica del programma nucleare iraniano.
A placare la gioia degli iraniani è stato il Ministero dell’Interno diffondendo il risultato delle elezioni che smentivano le speranze del partito di opposizione, il presidente in carica Ahmadinejad vince con il 62,6 per cento dei voti, contro il 33,8 del suo rivale. Il giorno successivo i dati delle elezioni vengono accolti da violente manifestazioni nelle strade di Teheran, organizzate dai sostenitori di Mousavi. Gli scontri quotidiani contro le forze dell’ordine, che reprimono ogni forma di libera manifestazione, provocano un totale di 8 morti e centinaia di feriti. Solo il 16 Giugno il Consiglio dei Guardiani propone la possibilità di ricontare i voti di alcune zone del paese. L’opposizione di Mousavi parla di un piano ben preciso architettato per istaurare un nuovo regime, asserendo di brogli elettorali nei conteggi delle schede.
Un’Iran coraggioso e ricco di speranza quello che stiamo ammirando nelle manifestazioni di piazza di questi giorni; è solo di poche ore fa la notizia ufficiale che la grande protesta organizzata per oggi pomeriggio a Teheran è stata annullata, il Consiglio iraniano ha annunciato ufficialmente di ricontare il 10 per cento delle schede.
Gli immensi raduni nelle piazze di Teheran hanno dimostrato lo strapotere dei nuovi mezzi di comunicazione che non si sottomettono neanche al controllo del regime più organizzato. Anche se media classici come radio, giornali e televisioni vengono censurati, il mondo del web è incontrollabile, filmati scaricati dai telefonini, foto, video hanno fatto il giro del mondo. I social network hanno avuto un ruolo decisivo, nonostante il regime abbia imposto dei filtri a internet, disturbato le linee telefoniche, ed impedito la circolazione perfino degli sms, gli iraniani hanno usato Friendfeed, Facebook e Twitter per l’organizzazione di cortei, diffonderne le immagini e denunciare le violenze dell’esercito.
Una lezione anche per qualsiasi governo occidentale che pensi minimamente di oscurare il libero pensiero e la libertà di stampa e di opinione in virtù di una privacy violata, vanificando il lavoro dei magistrati e limitando la denuncia da parte dei giornalisti che hanno il dovere di informare i liberi cittadini senza dover temere nessun tipo di “bavaglio”.
Antonio Alliva





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finalmente! adesso pensano con la loro testa anche a costo di perderla.