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Manager dell’industria amministreranno aziende sequestrate alla criminalità organizzata

Scritto da Luigi Palamara on giu 20th, 2009 archiviato in Cronaca. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

Manager dell’industria amministreranno aziende sequestrate alla criminalità organizzata

Maroni presenzia a Napoli alla firma di un protocollo interistituzionale: «Una sperimentazione e un modello da esportare nelle altre province, dove la criminalità organizzata acquista aziende ed inquina il mercato». Il ministro interviene anche alla presentazione del bilancio del programma ‘Sicurezza per lo sviluppo del mezzogiorno d’Italia 2000-06′

Un protocollo d’intesa per l’amministrazione delle aziende sequestrate in base alla normativa antimafia è stato sottoscritto questo pomeriggio nella sede della Confindustria di Napoli alla presenza del ministro dell’Interno Roberto Maroni e del capo della Polizia Antonio Manganelli.
«Il protocollo di collaborazione interistituzionale è il primo accordo di questo tipo in Italia – ha detto il ministro – e costituisce una sperimentazione ed un modello da esportare nelle altre province, dove la criminalità organizzata acquista aziende ed inquina il mercato». 

Protocollo_aziende_sequestrate_-_NapoliI firmatari del protocollo sono il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, i vertici della Procura e del Tribunale di Napoli, il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, il questore, i comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, la Direzione investigativa antimafia diretta dal generale dei Carabinieri Antonio Girone, il presidente dell’Unione industriali di Napoli Lettieri.
Ad amministrare le aziende sequestrate alla criminalità organizzata saranno manager provenienti dalla Fiat e da altre aziende, con il coordinamento di Confindustria Napoli che ha promosso questa iniziativa.
Secondo quanto prevede l’accordo, infatti, l’Unione Industriali di Napoli metterà a disposizione dei giudici una squadra di manager che provvederà a valutare l’attività delle aziende confiscate alla camorra con l’analisi dei beni e delle potenzialità produttive, dell’economicità dei contratti in essere, dell’esistenza di eventuali situazioni di dissesto e delle potenzialità di sviluppo.

«Questo è il primo caso in cui un’associazione del mondo imprenditoriale assume delle responsabilità entrando in un processo specifico e collaborando a livello interistituzionale con la magistratura e le forze dell’ordine. Ancora una volta Napoli dà lezioni di civismo a tutte le Regioni d’Italia» ha aggiunto Maroni.

II protocollo fa parte di un progetto che mira ad una più immediata e razionale utilizzazione dei beni sequestrati, per salvaguardare le potenzialità economiche delle aziende e restituire alla comunità locale beni e utilità sottratte all’attività mafiosa. Solo nel corso del 2008 – ha evidenziato il titolare del Viminale - sono stati sequestrati alle organizzazioni mafiose, su tutto il territorio nazionale, patrimoni pari complessivamente ad oltre 4 miliardi e 300 milioni di euro, più del triplo del 2007.
Obiettivo dell’intesa è quello di assicurare la prosecuzione delle attività della aziende sottoposte a sequestro e il mantenimento dei posti di lavoro, altrimenti a rischio.

‘Obiettivo Raggiunto’, presentato il bilancio del programma ‘Sicurezza per lo sviluppo del mezzogiorno d’Italia’ 2000-2006′ (Pon).
presentazione_libro_Obiettivo_RaggiuntoDopo la firma del protocollo, Maroni è intervenuto presso l’ auditorium di Villa Floridiana, insieme al capo della polizia Manganelli, al vice capo Izzo e all’autorità di gestione delegata del Pon, alla presentazione del libro ‘Obiettivo Raggiunto’.
Il volume disegna il primo bilancio del programma ‘Sicurezza per lo sviluppo del mezzogiorno d’Italia’ 2000-2006′, un progetto interforze del ministero dell’Interno cofinanziato dall’Unione europea.

Il progetto è intervenuto in diversi settori: dall’intensificazione del controllo del territorio fino all’impiego di tecnologie avanzate per la giustizia e le forze dell’ordine e agli interventi per gestire il fenomeno dell’immigrazione, ed è servito ad innalzare gli standard di sicurezza in alcune Regioni ritenute ’sensibili’ come la Campania, la Puglia, la Basilicata, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna, rafforzando la capacità d’intervento delle forze dell’ordine e  soprattutto creando i presupposti per la diffusione di una cultura della legalità come passaggio obbligato per arrivare al reale progresso sociale, economico e civile.
Fonte: Ministero dell’Interno

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