PREZIOSO IL LAVORO DELLA COMMISSIONE D’INDAGINE: SVELATO IL DEGRADO IMPERANTE DI PEZZI CONSISTENTI DELLA POLITICA, DELLA MACCHINA BUROCRATICA E DELLA SOCIETA’ REGGINE.
REGGIO CALABRIA, ANCHE E SOPRATTUTTO A CAUSA DELLA SUA GIUNTA, NON E’ AFFATTO UN LABORATORIO DI BUON GOVERNO O DI RINASCITA DEMOCRATICA!
Il lavoro della Commissione d’indagine presieduta da Nuccio Barillà è stato un lavoro estremamente proficuo, che è andato anche al di là delle attese, dimostrando come anche a Reggio Calabria, quando la politica vuole, è possibile produrre analisi efficaci del contesto amministrativo e sociale della città. Per questo, vogliamo fare pubblicamente un plauso al Presidente Barillà, il cui equilibrio e la cui tenacia hanno consentito di produrre – insieme agli altri consiglieri/commissari – una relazione che costituisce un faro di luce nella nebbia opprimente che, da tempo, avvolge alcuni uffici comunali e che evidenzia i rapporti perversi che alcuni funzionari intrattengono – a danno della collettività e del tessuto socio-ambientale della città – con imprenditori e professionisti a dir poco spregiudicati.
Oggi, grazie al lavoro della Commissione, nessuno (meno che mai la politica) può dire di non sapere!
Ancora. Riteniamo molto significative sia la discussione svoltasi in sede di Consiglio Comunale che le decisioni assunte alla fine con il consenso dei gruppi consiliari (dallo sportello unico per l’edilizia al coordinamento delle attività di vigilanza all’assunzione di personale specializzato, ecc.). Si tratta di misure quanto mai opportune, strumenti per cominciare ad invertire la rotta: occorrerà vigilare affinchè quanto determinato dal Civico Consesso trovi effettiva implementazione, diventando realtà concreta e pratica consuetudinaria. Peccato, soltanto, che il Sindaco Scopelliti abbia ritenuto più importanti i suo appuntamenti elettorali, disertando di fatto la discussione in Aula e non fornendo il suo più che necessario punto di vista (siamo ancora in attesa di sapere cosa pensa di una così clamorosa vicenda…)
Tuttavìa, non amiamo molto gli atteggiamenti di falsa unanimità, non gradiamo il “pensiero unico” che si fa legge imperante, al punto da circoscrivere la gravità della situazione e le varie responsabilità in campo. Al contrario, riteniamo corretto che ognuno esprima compiutamente il proprio pensiero, chiarendo fino in fondo quali sono le reali considerazioni politiche da esprimere. Anche quando questo può apparire “politicamente scorretto”.
1) L’amministrazione a guida Scopelliti ha grandi responsabilità nel malaffare e nella corruzione regnanti presso gli uffici comunali. Una responsabilità indiretta e filtrata, se vogliamo, ma pur sempre responsabilità oggettivamente ineludibile, visto il governo (quasi incontrastato) della città di Reggio Calabria negli ultimi 7 anni: possibile che Sindaco e Giunta non abbiano riscontrato anomalie così perverse e così clamorose? Possibile che gli organi politico-elettivi siano stati totalmente incapaci di vigilare sulle continue e talvolta macroscopiche irregolarità degli uffici comunali, venendo meno ad una delle loro funzioni essenziali (quella di controllo, per l’appunto)? Possibile che sia il Presidente del Consiglio Comunale, Aurelio Chizzoniti, ad accorgersi di così gravi illegalità, a parlare apertamente di collusioni e di “mazzette”, e non invece gli assessori che hanno responsabilità diretta (riconosciuta per legge) su dirigenti e funzionari? Noi non accusiamo il centrodestra reggino di complicità diretta nel malaffare e nelle illegalità: se così fosse, saremmo i primi a richiedere l’immediato intervento della magistratura. La nostra contestazione riguarda la politica, riguarda l’inefficacia delle scelte politico-amministrative nel far funzionare gli uffici comunali e nel delineare un quadro urbanistico rispettoso delle leggi vigenti: davvero, sarebbe questa l’amministrazione-modello cui guardare, il laboratorio di centrodestra che dovrebbe conquistare anche la Regione Calabria? Mala tempora currunt…..
2) L’opposizione di centrosinistra e le organizzazioni democratiche, pur conoscendo e denunciando il clima di degrado morale e politico in cui si dibatte la politica reggina, devono assumere una posizione più netta e più trasparente, dimostrando la propria alterità rispetto alle pratiche politico-amministrative oggi dominanti. Da tempo, con convinzione assoluta al punto che il Sindaco Scopelliti e l’Assessore Minasi hanno pensato bene di minacciare querela nei nostri confronti, riteniamo non più rinviabile un’azione di opposizione ferma, intransigente, priva del benché minimo cedimento. Probabilmente, se così fosse stato anche negli anni passati, molte delle cose rilevate e denunciate dalla Commissione d’indagine sarebbero state scoperte prima, sarebbero diventate oggetto di azione politica da parte del centrosinistra reggino. Anche se, è bene ricordarlo puntualmente, la Commissione nasce dalla tenacia e dall’ostinazione delle forze di minoranza (non certo di quelle di maggioranza…), dalle richieste dei consiglieri comunali di centrosinistra successive alle pesanti (e non più eludibili) dichiarazioni del Presidente del Consiglio Comunale Aurelio Chizzoniti.
3) Il quadro della società reggina che emerge dalla relazione della Commissione d’indagine è un quadro drammatico, che ci parla di una corruzione diffusa tra funzionari comunali, professionisti e consulenti, organismi di controllo, ecc. Reggio Calabria ha subìto, nel corso dell’ultimo decennio, una vera e propria aggressione al suo territorio, con gravi danni anche e soprattutto sul piano economico (basta vedere le cifre dei contenziosi relativi alla scarsa manutenzione delle strade o quelle dei ritardi concernenti la consegna dei lavori). Un’illegalità diffusa, che ha corrotto pezzi importanti di società civile e che ha infiltrato i palazzi delle istituzioni, un’illegalità che ha letteralmente “divorato” la città, dimostrando nei fatti come la rinascita democratica di Reggio Calabria (avviata dal mai sufficientemente compianto Sindaco Falcomatà) sia obiettivo ancora lontanissimo. Queste cose, anche contro e a dispetto della “vulgata” dominante, noi le diciamo da sempre: oggi, vorremmo sapere se Scopelliti e i suo sodali sono ancora convinti di essere i protagonisti di una crescita civile e democratica della città, se davvero il centrodestra reggino pensa di aver costruito una Reggio socialmente e culturalmente più bella. Mah….
4) Negli stessi giorni in cui il Consiglio Comunale segna una pagina importante della storia recente di Reggio Calabria, la Giunta Scopelliti continua imperterrita nelle sue bugìe politiche e nelle sue ambiguità amministrative: senza soldi in cassa, nemmeno per rispettare gli accordi già raggiunti con i lavoratori comunali sul contratto decentrato, decide di prelevare circa 500 mila euro dal Fondo di Riserva per finanziare l’ennesimo tour estivo di RTL e per gratificare il “Peppe DJ” che alberga nei sogni (elettorali) del Sindaco (sic!); senza soldi in cassa, nemmeno per pagare i lavoratori delle cooperative sociali che operano per conto del Comune, decide di investire ancora sulla SOGAS, senza tenere conto delle continue perdite registrate dalla stessa e reperendo le risorse necessarie dai preventivati (e, perciò stesso, aumentati in fase di previsione) introiti delle sanzioni dei Vigili Urbani (attendiamoci una stretta su eventuali infrazioni del codice della strada, meglio controllare i divieti di sosta che i continui abusi edilizi…). Ancora, non crediamo che sia questo il modo più serio di amministrare una città complessa come Reggio Calabria, alle prese con la certificazione (vedi Commissione d’indagine) del degrado del suo territorio e della moralità della vita pubblica.
Il Segretario Provinciale PRC
Antonio Larosa
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