MESSINA, 24 Giugno 2009 La Direzione investigativa antimafia di Messina sta eseguendo un provvedimento di sequestro di beni per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro. Si tratta di un duro colpo inferto nella città dello Stretto ai patrimoni illeciti mafiosi accumulati con il settore del movimento terra e della produzione di calcestruzzo. 
Durante le indagini sono emerse gravi irregolarità nella fornitura di calcestruzzo utilizzato per la realizzazione di edifici pubblici e privati. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore distrettuale antimafia Guido Lo Forte. Sono due i provvedimenti di sequestro emessi dai giudici della sezione misure di prevenzione del tribunale di Messina che riguardano i fratelli Nicola e Domenico Pellegrino, di 47 e 39 anni, imprenditori, ritenuti elementi di vertice del gruppo criminale affiliato al clan mafioso di Giacomo Spartà , che gestisce gran parte delle estorsioni nella zona sud del capoluogo siciliano.Le proposte di sequestro sono state avanzata dal Direttore della Direzione investigativa antimafia, generale Antonio Girone. Il sequestro riguarda quote sociali di cinque società, 39 immobili, tra i quali appezzamenti di terreno, ville e appartamenti. Ed ancora 40 automezzi e due impianti di produzione del calcestruzzo. Oltre 20 rapporti bancari e polizze assicurative per oltre 200 mila euro.(Ansa).








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