San Procopio (Reggio Calabria). Lo scampato pericolo al terremoto del dicembre 1908, sarà ricordato dalla comunità religiosa, guidata dal parroco Carmelo Surace. Il primo centenario di un episodio che è stato tramandato da generazioni., è motivo di ricorrenza in occasione della festa della Madonna degli Afflitti.
Fu proprio in questa chiesa che la sera del 27 dicembre del1908 mentre la gente era raccolta in preghiera, uno dei presenti, tale Rocco Galimi, osservò che il simulacro della Vergine era in sudorazione e dagli occhi sembrava scendessero lacrime. L’uomo, profondamente scosso da questa visione, uscì di corsa per strada esortando la gente a seguirlo in chiesa per avere la conferma di quanto i suoi occhi avevano visto. In un baleno la chiesa si riempì di fedeli e di curiosi che per tutta la notte e fino all’alba vegliarono e pregarono genuflessi davanti alla statua della Madonna. Pertanto, quando si scatenò la furia devastatrice del sisma, la maggior parte della popolazione era radunata in chiesa e le loro case erano rimaste vuote.

La Madonna degli afflitti
La circostanza è stata sempre considerata dalla gente del luogo come un segno divino
e da quel momento vollero che davanti al simulacro della Madonna, una scultura simile alla Pietà di Michelangelo, venisse collocata una lampada votiva, alimentata ad olio. A distanza di un secolo è rimasta immutata la devozione verso la Madonna degli Afflitti sentita sempre vicina ai bisogni quotidiani della comunità. Pertanto, in occasione della festa del 20 settembre, la comunità religiosa di S.Procopio, rinnoverà l’antica tradizione che vuole che i fedeli portino olio alla lampada votiva in un continuo alternarsi di preghiere e canti religiosi.

Antonio Ligato
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