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Emergenza ambientale in primo piano

Scritto da on ott 12th, 2009 archiviato in Calabria, Cronaca, Editoriali, Melito di Porto Salvo, Regionale. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

EMERGENZA AMBIENTALE, SE LA RAI INTERVISTA IL DIRETTORE EDITORIALE DI MELITOONLINE LUIGI PALAMARA

Domenico Salvatore
Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) 12 ottobre 2009. Amici lettori e lettrici sovrani, giudici inappellabili dell’informazione, continueremo a parlarvi lentamente, cosiccome vi abbiamo promesso, dell’emergenza ambientale, cercando di essere semplici ed operativi. L’occasione di quest’editoriale, tuttavia, ci è gradita per porgervi un affettuoso, ennesimo ringraziamento, per lo spazio che ci avete conferito in questi due anni e che continuate benevolmente a concederci. Grazie, per la vostra pregevole attenzione che qualifica il nostro giornale; che è anche e soprattutto il vostro giornale. Sono tantissimi i temi ed i problemi toccati, in piena ed assoluta libertà, perché noi, siamo un giornale libero. Non abbiamo vincoli, né lacci e lacciuoli con nessuno. L’editore ci ha dato carta bianca, cosiccome è giusto che sia. E ci assumiamo la piena e totale responsabilità del nostro operato, in nome e per conto di Melitoonline.

Non abbiamo mai dimenticato a casa la prudenza e non abbiamo mai avuto paura di compiere il nostro dovere secondo coscienza e nel timore di Dio. Gli argomenti che abbiamo affrontato e sono una marea, hanno riscontrato l’interesse e l’attenzione dei lettori e delle lettrici, che ci sollecitano a proseguire su questa strada. Fermo restando che il nostro giornale, non si culli sugli allori del successo, ma trova nuovi stimoli e pungoli per migliorarsi, arricchirsi, perfezionarsi. Per rispondere in tempo reale alle necessità ed ai bisogni del lettore sovrano. E’ lui che autonomamente accende il computer o lo tiene spento. Ringraziamo anche la RAI, Canale 5 (Striscia la notizia) e tutti gli altri mass media tipo l’ANSA, o della stampa quotidiana, che comunque interagiscono e si rapportano con Melitonoline. Anche noi abbiamo il nostro Valerio Staffelli, che sta guadagnando sul campo i galloni del giornalista d’inchiesta o d’assalto. Si chiama Luigi Palamara, direttore editoriale della nostra testata, ma tutti lo chiamano semplicemente “Luigi”. Lo si vede scorazzare con il suo Cherokee, il borsone a tracolla, la macchina fotografica, la telecamera, occhio di falco, passo di gazzella ed un coraggio da leone. Il suo volto è noto a tutti. Cosiccome la caratteristica andatura. Tutti lo chiamano semplicemente: Luigi! L u i g i ! L u i g i! L u i g i! L u i g g g iiiiiiii!Un beniamino del pubblico locale. Corre, corre e corre. Non si stanca mai. Lui che ha fatto il sottotente dei bersaglieri è infaticabile.

Oggi (ieri ndr) è stato intervistato dalla RAI. Dall’inviato speciale Franco Bruno. Il direttore in precedenza era stato intervistato sempre dalla RAI da un altro inviato speciale, Pietro Melia. Tanta attenzione non è ascrivibile alla simpatia personale ed a nessun grado di parentela o di convenienza. Ma al nostro lavoro, che riscontra l’interesse, la simpatia e l’attenzione di una massa sempre crescente di addetti ai lavori ed ovviamente di lettori. Siete proprio voi, cari lettori e care lettrici, la nostra forza. Sapete bene che non vi abbiamo mai traditi e mai vi tradiremo; e che lavoriamo per voi. Il giornale, lo stiamo costruendo assieme. Avevamo 7 lettori al giorno ed oggi 70 mila. Cioè due milioni e centomila al mese.

Ma ora occupiamoci dell’emergenza ambientale. Melitoonline aveva promesso che avrebbe fornito ai suoi lettori, tutta una serie di date, dati, numeri ed interviste a tutto campo. In maniera chiara ed intelligibile a tutte le teste e codici. Attraverso anche le interviste scritte, orali ed iconografiche. Semplicemente accendendo Melitoonline. Per capire che cosa succede intorno a noi. Senza lasciarci travolgere dall’ansia e dallo stress o dalla psicosi. Ma anche senza ridicolizzare i pericoli. Ciò perché siamo un giornale “libero”, che può criticare se necessario Berlusconi, Napolitano, D’Alema, Casini, Epifani, Marcegaglia ed i furbetti del quartierino, Montalcini Rubbia, Bush, Obama, Castro, Putin, San-Suu-Kyi, Hatoyama, Abdoullah, Abu Mazen, Netanyahu, Lula, Loiero, Scopelliti, Morabito, Jaria ecc. Ma non con la guasconate accademiche e goliardiche, tanto per sparare a zero su qualcheduno, senza giusta causa. O peggio per spirito di contraddizione o logorrea irrefrenabile. Non è nel nostro costume.

 

Franco Bruno intervista il Sindaco di Melito Giuseppe Iaria (foto archivio Melitoonline.IT

Franco Bruno intervista il Sindaco di Melito Giuseppe Iaria (foto archivio Melitoonline.IT

Dici emergenza ambientale e subito si apre un ventaglio di bla-bla dispersivi

… nave dei veleni, pianura, collina, montagna, mare. Tante ricchezze, tante risorse. Tante contraddizioni. L’acqua, l’energìa, l’aria, il suolo, il sottosuolo. Alcune sono esauribili, come il petrolio; altre inesauribili come l’acqua. Lo sfruttamento irrazionale però della vegetazione, può rivelarsi dannoso; ed i danni superano i vantaggi. Altra risorsa importante è l’energia. Ci sono tanti tipi: energia chimica, geotermica, elettrica, meccanica, nucleare. I minerali, sono elementi chiave dei processi industriali. La distribuzione delle risorse sulla Terra non è omogenea. Per lo sfruttamento di un giacimento occorre che questo sia economicamente conveniente. I parametri per valutarne la convenienza sono: l’ampiezza del giacimento, il tenore del minerale, la posizione del giacimento, che deve essere praticabile e non troppo distante dalle linee di comunicazione o dai mercati. L’uomo e le sue risorse ambientali Per tanto tempo la Terra è stata ritenuta un insieme di risorse infinite, ma le risorse ambientali sono esauribili, e il loro esaurimento renderebbe problematica la stessa probabilità di vita per l’uomo.

I quattro elementi chimici più importanti sul nostro pianeta sono l’ossigeno, l’idrogeno, il carbonio e l’azoto, presenti sulla superficie terrestre sotto forma sia solida, sia liquida, sia gassosa. Questi elementi, combinandosi fra loro, costituiscono l’acqua, l’aria, la sostanza vivente e le sostanze energetiche fossili. Grazie a vari processi fisici, chimici e biologici le molecole della sostanza vivente e di quella minerale si trasformano, dando vita ai cosiddetti cicli naturali, come, per esempio, quello della fotosintesi clorofilliana. l’uomo ha fatto importanti scoperte rivelatesi molto utili, come per esempio nel campo agricolo si è imparato che se si coltiva un campo con lo stesso ortaggio per molto tempo, le risorse nutritive del terreno si esauriscono e la vegetazione non cresce più. Lasciando invece il campo a riposo o coltivandolo con erba medica il terreno si rimineralizza rendendo nuovamente possibile la coltivazione di verdure, legumi, cereali…

Di che cosa hanno parlato l’inviato della RAI ed il nostro Palamara? Proprio di questi argomenti. Con le dovute proporzioni. Per esempio la discarica a cielo aperto del torrente-fiumara Tuccio, territorio di Melito Porto Salvo, San Lorenzo, Roccaforte del Greco, Bagaladi, in provincia di Reggio Calabria. Fonte di vita o di morte. Tutto dipende dall’uso che se ne faccia e dalla razionalità dell’uomo. La discarica di rifiuti è un luogo dove vengono depositati in modo non selezionato i rifiuti solidi urbani e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane che non si è voluto o potuto riciclare, inviare al trattamento meccanico-biologico (TMB) eventualmente per produrre energia tramite bio-ossidazione a freddo, gassificare o, in ultima ratio, bruciare ed utilizzare come combustibile negli inceneritori (inceneritori con recupero energetico o termovalorizzatori). La normativa italiana col Dlgs. 36/2003 recepisce la direttiva europea 99/31/CE che prevede tre tipologie differenti di discarica:discarica per rifiuti inerti discarica per rifiuti non pericolosi (tra i quali gli RSU, Rifiuti Solidi Urbani); discarica per rifiuti pericolosi (tra cui ceneri e scarti degli inceneritori).

Il pericolo numero uno per le fiumare è il percolato, (è un liquido che trae prevalentemente origine dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi; un refluo con un tenore più o meno elevato di inquinanti organici e inorganici, derivanti dai processi biologici e fisico-chimici all’interno delle discariche) che contamina il terreno e le falde acquifere. Lo smaltimento in discarica in Italia (52 %) è il principale metodo di eliminazione dei rifiuti, in quanto è semplice ed economico. L’Unione europea vieta il conferimento di materiale organico in discarica; i rifiuti in discarica causano emissioni ad alto contenuto di metano e di anidride carbonica, due gas serra molto attivi. Non pretendiamo di essere esaustivi, ma di offrire un piccolo contributo alla chiarezza ed ai rimedi da prendere. Purchè non siano peggiori del male. Per aumentare la soglia della vivibilità. Domenico Salvatore

2 Commenti for “Emergenza ambientale in primo piano”

  1. mattia ventroni scrive:

    Credo sia una grave situazione quella che sta delineandosi da ormai troppo tempo in Calabria. E’ il momento che la politica, faccia il suo mestiere e dia risposte chiare, e agisca prontamente. Con un tema così delicato non si può fare i vigliacchi, lasciare che l’opinione pubblica si dimentichi di questo orribile disastro ambientale,e fare finta che non sia mai successo nulla. Questo è sintomo di irresponsabilità, e questo non lo si può tollerare, dopo che gli italiani hanno affidato le loro speranze al governo. Non sarebbe giusto. Auspico una sensibilizzazione della maggioranza e della politica tutta, perchè mi pare che oltre l’UdC, nessuna forza politica si sia interessata veramente al problema. La salute delle persone, la salvaguardia dell’ambiente non merita di essere sottovalutata o dimenticata per colpa di giochi di potere. Mattia Ventroni

  2. andrea rubiu scrive:

    non è la Cunsky? e allora, che fine ha fatto la nave dei veleni? se il relitto al largo delle coste di Cetraro non è la famigerata Cunsky, con a bordo quintali di scorie radioattive, è una notizia shok, ma ciò non significa che la nave tanto ricercata non esista. è necessario riprendere le ricerche e addirittura incrementare mezzi e uomini, affinchè si trovi il vero relitto contenente le materie pericolose, proprio perchè se la nave è stata confusa per un’altra, non significa che l’emergenza sia conclusa e il caso chiuso. l’ emergenza ambientale è la medesima di qualche settimana fa e perciò è strettamente necessario continuare le ricerche. le autorità e il Governo non possono e non devono prendere questo errore di localizzazione come scusa per allontanarsi dal tema o fingere che la questione sia conclusa. le istituzioni politiche e le associazioni ambientaliste, devono continuare le ricerche proprio al fine di rintracciare la Vera Cunsky e operare al fine di colmare l’emergenza che colpisce le coste di Cetraro. questo non solo per il bene degli abitanti del luogo, ma per il bene di tutti coloro che vanno a soggiornare e visitare quei luoghi e tutti coloro che vivono nel e per il Mediterraneo.

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