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Reggio Calabria, il 1° Meeting delle metropoli mediterranee, ma il Mare Nostrum ha bisogno di sviluppo, pace e cooperazione tra i popoli

Scritto da on ott 20th, 2009 archiviato in Calabria, Convegni e Seminari, Cronaca, Eventi, Politica, Reggio Calabria, Regionale, Rubriche. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

bandiereLa citta’ di Reggio Calabria protagonista  per due giorni, del dialogo interculturale e della cooperazione tra i popoli del bacino del Mediterraneo. Lunedi’ 19 e martedi’ 20 ottobre il capoluogo calabrese ospitera’ il ‘Primo Meeting delle Citta’ del Mediterraneo’. Ha aperto i lavori il sindaco della città di San Giorgio Giuseppe Scopelliti, che ha rivolto un saluto ai convegnisti ed ha pubblicamente ringraziato quanti si siano impegnati per la realizzazione di quest’importantissimo appuntamento con la Storia. Subito dopo è salito sulla tribuna il sindaco di Rabat, Fathallah Oualalou; e  Jorge Sampaio, Alto Rappresentante del Segretario Generale delle Nazioni Unite per l’Alleanza delle Civilta’; quindi, Stefania Craxi, Sottosegretario agli Affari Esteri. Le conlusioni erano state affidate al viceministro dello Sviluppo economico Adolfo Urso, assente per precedenti impegni istituzionali.

REGGIO CALABRIA PICCOLA CAPITALE DEL MEDITERRANEO PER LA PROMOZIONE DELLA PACE, DEL DIALOGO E DELLA CONOSCENZA FRA I POPOLI, NEL RISPETTO DELLA CULTURA E DELLA RELIGIONE. GRANDE ASSENTE, IL PREMIER SILVIO BERLUSCONI, CHE DI SOLITO, NON SBAGLIA MAI QUESTI APPUNTAMENTI

Meeting-Reggio-Calabria-19-Un bacino chiamato ad affrontare le sfide della globalizzazione, a promuovere reali politiche di integrazione ed avviare un proficuo e solido dialogo interculturale”. Le 14 citta’ che si affacciano su questo grande mare, ricco di storia, di tradizione, di cultura sentono la necessita’ di realizzare un fronte comune nell’affrontare i cambiamenti che caratterizzano la post-modernita’. Messaggio del presidente della Camera, un’assenza “pesante”, Gianfranco Fini, massimo dirigente di Alleanza Nazionale, il partito cui appartiene Giuseppe Scopelliti. Grande assente a quest’importantissimo appuntamento con la Storia, anche il vice-ministro per lo sviluppo economico Adolfo Urso
Domenico Salvatore
Reggio Calabria-Un incontro storico tra i sindaci delle 14 città metropolitane dell’area del Mediterraneo di enorme valenza storico-geografica, politica ed economica. Quasi un G8 del bacino del Mare Nostrum.Almeno così sembra. Così dovrebbe essere. Ma a giudicare dalle grosse assenze, a partire da quelle del capo del Governo, del presidente della Camera Gianfranco Fini o del Senato Renato Schifani, sino ai grossi papaveri, Maurizio Gasparri compreso, così non è. Lo ha presieduto il primo cittadino , per due mandati consecutivi, della città di San Giorgio, Giuseppe Scopelliti, il sindaco più gradito d’Italia, candidato a fare il Governatore della Calabria per i prossimi cinque anni. Peraltro già presidente del Consiglio Regionale ed assessore. Braccio destro di Gianfranco Fini, presidente di Alleanza Nazionale e della Camera dei deputati, che ha inviato un messaggio di auguri, complimenti e felicitazioni. Ma il premier clamorosamente assente, Silvio Berlusconi, lo vede di buon occhio. Questi appuntamenti, al di là della grossa valenza politica, inevitabilmente finiscono col trasformarsi in passerelle per i vip della città dei Bronzi e del Bergamotto.Dal vescovo di Reggio e Bova, Vittorio Mondello con tutto il codazzo del clero, al prefetto Francesco Antonio Musolino, al questore Carmelo Casabona, sino al presidente della Provincia di Reggio Calabria ed al presidente del Consiglio Regionale della Calabria Giuseppe Bova, ed al Governatore Agazio Loiero, passando per i comandanti provinciali della

Il Tenente Colonnello Carlo Pieroni e il Colonnello Alberto Reda

Il Tenente Colonnello Carlo Pieroni e il Colonnello Alberto Reda

Guardia di Finanza (Alberto Reda), Carabinieri (Pasquale Angelosanto), rappresentato dal tenente-colonnello Carlo Pieroni Direzione marittima di Calabria e Lucania ( capitano di Vascello  Vincenzo De Luca), il Corpo Forestale dello Stato (colonnello Angelo Ciancia), il Corpo dei Vigili Urbani (colonnello Alfredo Priolo) il Corpo dei Vigili del Fuoco (ingegnere Claudio Manzella), il Direttore dell’Accademia di Belle Arti (Sandro Manganaro), Conservatorio Musicale Francesco Cilea (Presidente Francesco Palumbo, Direttore, Antonino Sorgonà) ed un sacco ed una sporta di altri sottovip. Si è parlato tanto di città metropolitane, che comunque di riffe o di raffe saltano fuori spesso e volentieri.

MeetingCerto Il sindaco Giuseppe Scopelliti ha avuto voce in capitolo. Reggio Calabria ne fa parte per legge. Città ed Aree Metropolitane Italiane come: Milanese, Napoli, Roma, Venezia, Torino, Firenze, Genova, Bologna, Messina, Cagliari Bari, Palermo, Catania, Trieste e Reggio Calabria.  La Città metropolitana dovrebbe essere un futuro ente amministrativo italiano. All’ente sono attribuite le funzioni della Provincia e parte delle funzioni di interesse sovra-comunale proprie dei singoli Comuni. Previsto per la prima volta dalla legge n°142 dell’8 giugno 1990, sul nuovo ordinamento degli Enti locali, ha trovato nuovo slancio nel nuovo art. 114 della Costituzione della Repubblica italiana, dopo la riforma dell’ordinamento della Repubblica del 2001 con la modifica del titolo V della Carta.  L’istituzione della Città metropolitana è stata prevista per 14 aree metropolitane italiane; Reggio Calabria, la quindicesima, è stata aggiunta a quelle precedentemente individuate con la legge delega n. 42 del 5 maggio 2009.Da anni si parla di rispetto delle culture, delle religioni, dei popoli. Molti bla-bla, poche operatività. Come tutti sanno, la Storia e la Geografia, ma anche l’economia, hanno deciso, che l’Italia per la sua posizione astronomica, diventasse un ponte naturale tra l’Europa e l’Africa e tra Europa e Paesi del Medio Oriente, di cui diremo più avanti. Le parole più gettonate sono state: sviluppo, cooperazione, pace tra i popoli del Mediterraneo. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nelle ultime uscite, ha parlato di nuovo ordine nel mondo. La Cina, di nuova moneta. Le risorse economiche diminuiscono, la popolazione aumenta. Gli scienziati e gli economisti, non sanno più che cosa inventarsi per affrontare le varie angolazioni dell’emergenza mondiale: la sconfitta della povertà, l’incremento dell’istruzione, la parità uomo-donna, la sconfitta della mortalità infantile e della mortalità materna, la lotta contro l’Aids e contro tutte le altre pandemie, la sostenibilità ambientale e il sostegno allo sviluppo.

L’Africa è ricca di prodotti del sottosuolo. Prendiamo la Repubblica di Guinea per esempio ex colonia francese con una popolazione di quasi 10 milioni di persone, divisa in numerose etnie. La religione è l’Islam (oltre 80%); seguono cristiani e animisti. E’ una repubblica presidenziale, con un parlamento (Assemblea nazionale) di 114 membri, eletto ogni quattro anni. (capitale Conakry); ha un sottosuolo ricchissimo di risorse naturali,  abitato da una delle popolazioni più povere del mondo. La ricchezza principale è la bauxite. La Guinea possiede più di un terzo delle riserve mondiali di questo minerale, da cui si ricava l’alluminio; il secondo produttore mondiale  e il primo esportatore. La Guinea ha grandi giacimenti di ferro, di oro e di diamanti; è stato trovato anche l’uranio. Ha terreni fertili adatti alle coltivazioni; un settore non sfruttato; legnami pregiati, risorse ittiche. Secondo l’Onu l’aspettativa di vita è di 54 anni per gli uomini e 58 per le donne. L’analfabetismo è una delle piaghe, insieme alla scarsità di manodopera qualificata e soprattutto la corruzione che frena lo sviluppo e lo sfruttamento delle risorse. L’industrializzazione è bloccata e le produzioni agricole alimentari hanno subito le devastazioni di cicli climatici estremamente sfavorevoli. Il sottosuolo africano è caratterizzato da una concentrazione di risorse minerarie che lo rendono una delle aree più ricche del mondo I problemi odierni nel settore agricolo sono noti: carestie, degrado ambientale, difficoltà nella produzione di beni alimentari necessari alla sussistenza, crisi dei settori per l’esportazione. La Nigeria all’interno del continente africano è senza dubbio lo Stato più ricco, per quanto riguarda le risorse naturali ed umane, ma il suo quadro politico, economico e sociale è contraddistinto da instabilità, povertà e conflitti. 

La profonda crisi che, da circa un decennio, ha colpito la regione dei Grandi Laghi, ha provocato una serie di conflitti che hanno coinvolto direttamente svariate Nazioni africane, numerosi gruppi congolesi e dei Paesi confinanti, bande armate locali o trans-nazionali. Il medio oriente è stato, dal dopoguerra a oggi, una delle zone più instabili del mondo. Si tratta di un’area di grandissima importanza strategica ed economica. Nel Medio Oriente vivono molti popoli diversi, in maggioranza musulmani. Re Abdallah di Giordania alla vigilia della sua visita in Italia ragiona così”A Washington ho sentito qualcuno parlare di Iran, ancora Iran e sempre Iran. E invece, io batto e ribatto sul tasto della Palestina: è il conflitto israelo-palestinese la più grave minaccia alla stabilità della regione e del Mediterraneo. Su questo, le speranze all’inizio erano grandissime. Ma ora vedo allontanarsi il traguardo”.  Il conflitto arabo-israeliano, iniziato come uno scontro politico su ambizioni territoriali a seguito della decimazione dell’impero ottomano, si è tramutato nel corso degli anni da conflitto arabo-israeliano  in uno più regionale conflitto israelo-palestinese. Ci sono poi nel cosiddetto Vicino Oriente che alcuni chiamano Medio Oriente, le varie questioni; a partire da quella Curda: un popolo senza nazione. La questione Irakena; la questione iraniana; la questione Afgana; la questione pakistana; la questione caucasica e così via.Dunque il Primo meeting delle 14 città Mediterranee riveste un’importanza storica strategica, alla quale Berlusconi e fors’anche Napolitano, non potevano e non dovevano mancare. Un punto di partenza per un nuovo ordine. Una nuova pace.Storicamente il bacino del Mediterraneo che i Latini chiamarono Mare Nostrum, era stato conquistato dall’Impero Romano, che (in parte)l’avevano sottratta all’Impero Cartaginese con le tre guerre puniche. Nel Medioevo dalle Repubbliche Marinare di Pisa, Genova, Amalfi e Venezia e  dal 1300 al 1922 dall’Impero Ottomano. Domenico Salvatore

A breve i video delle due giornate e la galleria fotografica. Una esclusiva di Melitoonline.IT

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