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Muore Natuzza Evolo nel giorno di Tutti i Santi. Misticismo e maternità insieme per tutta una vita.

Scritto da on nov 2nd, 2009 archiviato in Calabria, Cronaca, Regionale, Vibo Valentia. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

La testimonianza di Fabio Gallo chiamato a Paravati dalla Mistica
 

Paravati (Vibo Valentia) 02 novembre 2009. Muore Natuzza Evolo che alla cronaca piace ricordare per la sua capacità di mediatrice tra i vivi e le anime dei loro defunti. E’ vero. Natuzza Evolo vedeva con estrema chiarezza le anime dei defunti e per decine di anni ne ha dato prova ai semplici ma anche a uomini e donne che nella vita rivestivano ruoli istituzionali di ogni ordine e grado. Uomini e donne di scienza, di cultura, di fede.
Ma in questo giorno vorrei che tutti ricordassero “mamma Natuzza” per la sua capacità di dare affetto e consolare i sofferenti. Dico “mamma” Natuzza come mi è venuto spontaneo chiamarla alcuni mesi addietro quando mi volle incontrare nonostante non la conoscessi, nonostante io fossi a centinaia di chilometri e non avessi chiesto niente di lei a nessuno, tantomeno di un incontro. Vorrei che tutti la ricordassero come una Mamma innamorata dei propri figli di sangue così come di quelli di spirito. Una Mamma come la più buona delle mamme che nell’amore per la Madre di Cristo ha saputo giustificare tutti coloro incontrava e ad essi dare una ragione per ogni evento.
Una mamma che della sua umiltà e del suo comportamento ne ha fatto testimonianza di un qualcosa che oggi sembra non essere più di moda: la Carità, l’Amore.
Natuzza Evolo rappresenta nella sua assoluta semplicità il ruolo della Mamma che con il suo affetto verso i figli offre loro un segno e un insegnamento concreto grazie al quale anche i più duri sacrifici e ogni mortificazione che nella vita si può ricevere, diventa comprensibile, anche se non accettabile.
Un caro amico mi diceva che molte volte preghiamo, preghiamo e poi, quando ci giunge il segno della grazia richiesta non siamo capaci di riconoscerla tanta è la cecità umana.
Ecco, incontrare Natuzza Evolo dopo una vita fatta anche di ostacoli irti che sembravano insormontabili, mi ha dato la prova schiacciante che la sofferenza serve a farci riconoscere nella vita il frutto delle nostre preghiere. Incontrando lei ho compreso chiaramente che la sofferenza è un dono preziosissimo che rende sottile la nostra intelligenza, che dispone la nostra anima e svela alle nostre pupille le verità assolute. Peccato che esse non si possano regalare poiché sarebbero il più grande dei doni.
Nessuno, che ha avuto la gioia dalla vita di avere una mamma come l’ha avuta chi scrive, chiamerebbe “mamma” un’altra donna per alcun motivo al mondo. La mamma è una! Eppure quando quel pomeriggio in cui la Calabria franava ovunque io la vidi di persona che mi aspettava. Per la sua grande storia pensavo a lei come una figura diversa e invece era minuta e sofferente delle malattie della vecchiaia e dell’umanità traboccante. Il suo sguardo era di altra natura e in un solo istante compresi che univa il passato con il presente e che l’avvolgeva un grande mistero. Fu spontaneo chiamarla “Mamma Natuzza”. Poi un lungo colloquio ove per davvero ebbi la certezza assoluta dei suoi straordinari poteri mistici ma non parlammo di defunti. Nel dialogo colsi la concretezza di una donna totalmente abbandonata al volere di Dio e nelle mani della Madonna che tanto ha amato, ma anche lei prigioniera del tempo degli uomini. Nel corso di quel colloquio su cui ancora oggi rifletto mi disse molte cose che con il tempo mi si svelano e oggi comprendo di avere un capitale enorme da gestire nel futuro.
Mi piace ricordare un aneddoto vissuto qualche giorno dopo in un nuovo incontro con “mamma Natuzza” vissuto insieme al noto cronista e scrittore calabrese Arcangelo Badolati insieme al quale ebbi l’opportunità di recarmi a Paravati. Nel salutarlo come se lo avesse sempre conosciuto la mistica chiese al giornalista con che cosa scrivesse i suoi articoli. Con la penna, sembrava essere la risposta ovvia. Zittiti perché difficile comprendere il senso di una simile domanda per chi scrive onestamente, mamma Natuzza con dolcezza infinita sussurrò “noi abbiamo bisogno di giornalisti che scrivono con il cuore e non con la penna”. Compresi che non era riferito a quanto Badolati e gli Organi della Stampa avevano fatto ma, molto più finemente, a quanto nel futuro avrebbero potuto fare per la Calabria e per la libertà di tutto il popolo calabrese.

Partendo per il cielo nel giorno di Tutti i Santi, cara mamma Natuzza hai forse voluto dare un nuovo segno in un momento in cui la società moderna sembra essere confusa e disorientata da egoismo e avidità in modo particolare in Calabria. Ti voglio bene. Fabio Gallo

Partendo per il cielo nel giorno di Tutti i Santi, cara mamma Natuzza hai forse voluto dare un nuovo segno in un momento in cui la società moderna sembra essere confusa e disorientata da egoismo e avidità in modo particolare in Calabria. Ti voglio bene. Fabio Gallo

E per offrire un segno della sua assoluta modernità così come della sua veridicità come per rendere la fede un atto pratico vissuto nel nostro tempo chiese al giornalista se avesse scritto poi qualcosa sulla situazione che vedeva fermi i lavori della Chiesa dedicata alla Madonna. Innanzi alla risposta positiva mamma Natuzza esclamò lasciandoci di stucco “ mandami una e-mail che io me lo leggo e ti rispondo”. La notte successiva ricevo una telefonata da Arcangelo Badolati che mi dice: “ Fabio, incredibile! Alle 10 di sera mi ha chiamato Natuzza Evolo in persona e mi ha detto ‘bravo Arcangelo!’ ”.
Partendo per il cielo nel giorno di Tutti i Santi, cara mamma Natuzza hai forse voluto dare un nuovo segno in un momento in cui la società moderna sembra essere confusa e disorientata da egoismo e avidità in modo particolare in Calabria ove maggiore è, invece, la necessità di una politica istituita su valori intesi come solide fondamenta di una società veramente moderna. Grazie anche per tutto quanto mi hai detto quando, all’alba di quel giorno mi sei venuta a chiamare a casa, nella mia casa, mentre tu eri a Paravati. Mi prodigherò. Ti voglio bene. Fabio Gallo

 

Paravati (Vibo Valentia) 02 novembre 2009

1 Commento for “Muore Natuzza Evolo nel giorno di Tutti i Santi. Misticismo e maternità insieme per tutta una vita.”

  1. valentina scrive:

    ti voglio molto bene mamma natuzza

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