San Procopio (Reggio Calabria). Contrariamente alle precedenti edizioni ( che si svolgevano in estate) il «Sanprocopiese illustre» per il 2009 sarà assegnato, in pieno inverno, ovvero il 27 dicembre. A ricevere il riconoscimento e l’ambita targa che l’amministrazione comunale offre ai suoi concittadini illustri, sarà il console generale d´Italia, Francesco Barbaro, recentemente incaricato a Porto Alegre in Brasile. Nel darne notizia, il sindaco Rocco Palermo, oltre a ricordare i nomi dei personaggi che hanno ottenuto, fino al momento, il prestigioso riconoscimento, spiega perché la scelta è caduta su questo cinquattottenne che, con il suo impegno e la sua preparazione, porta in alto il nome della cittadina aspro montana nel Mondo. è nato il 14 luglio del 1951 e dopo aver frequentato le scuole elementari in paese, suo padre Antonino, ufficiale del Dazio, volle che il figlio frequentasse le scuole medie in Seminario a Mileto. Tuttavia, Francesco Barbaro, ottenne il diploma di scuola superiore al Liceo classico di Palmi. Iscrittosi di seguito all’Università di Torino, conseguì la laurea in Scienze Politiche nel 1974. La carriera diplomatica di Francesco Barbaro che ha anche due fratelli. Rocco e Vincenzo e una sorella Maria Teresa, ebbe inizio nel 1982 con il ricoprire diverse cariche: fu console a Maracaibo in Venezuela, per poi essere nominato primo segretario al Consolato di Bonn. Per lunghi anni, il futuro «Sanprocopiese illustre» ricoprì prestigiosi incarichi nelle ambasciate di Santiago del Cile, Mosca e Praga, prima di far ritorno a Roma, dove lavorò alla Farnesina. Attualmente, Francesco Barbaro è stato nominato Console generale d’Italia in Brasile nella città di Porto Alegre, capitale dello Stato del Sul. Per questi motivi, la giunta municipale di S. Procopio ha deliberato all’unanimità di assegnare la rinomata onorificenza al suo valente concittadino.

Francesco Barbaro
Francesco Barbaro
Antonio Ligato
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Furono tempi in cui si incrociarono storie uniche, vite poco conosciute, di uomini di valore.
Proprio quando i riflettori erano spenti e si pagava in prima persona ogni cenno di resistenza alla mafia.
Uomini non ricordati abbastanza. Esempi la cui memoria risulta sbiadita.
Era il 1977, l’Italia degli anni di piombo. Si sparava a Roma come in Calabria. [...]


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