Nella comoda cornice di Palazzo “Du Mesnil”, sede dell’Università L’Orientale di Napoli, la Fondazione Nazionale Corrado Alvaro, presieduta dal prof. Aldo Maria Morace, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari, ha reso noti i nomi dei vincitori della nona edizione del Premio Nazionale Corrado Alvaro. I prescelti sono stati annunciati subito dopo la tavola rotonda sulla figura e la “Modernità” dello scrittore di San Luca.
La scelta dei vincitori è stata molto difficile ma, alla fine, le tre diverse commissioni, come ha spiegato il presidente della Fondazione, hanno indicato dei nomi sui quali c’è stata la totale convergenza da parte di tutti. Nomi importanti, alcuni dei quali sono alla ribalta da diversi anni nel panorama della cultura italiana, altri ancora, come nel caso di Custovic, rappresentano la novità e il futuro.Per la Narrativa è stato scelto il romanzo di Giuseppe Genna, “Italia De Profundis”, edito da Minimum fax. L’autore, con questo romanzo, porta agli estremi un’operazione chirurgica effettuata su se stesso e sul paese in cui viviamo. Fiction reale o realtà funzionale, questo libro pretende e concede un atto d’amore assoluto, formulato come appello al lettore, affinché sia cancellato l’autore e si ascolti la tragica risata con cui Genna e l’Italia vengono seppelliti.
La Narrativa Opera Prima, è stata assegnata ad Alen Custovic, nato a Mostar ( Bosnia), ma da anni residente in Italia, autore dell’opera prima “Eloi, Eloi”, pubblicato da Mondadori. Un libro che ci presenta un potenziale grande scrittore che ha vissuto in prima persona gli eventi della guerra interetnica in Bosnia ed Erzogovina. <<Un orizzonte di estrema attualità.. un tema lacerante per credenti e non credenti>>, come scrive Gianfranco Ravasi. Con questo esordio potente, Custovic mette in scena il patimento dell’uomo trafitto dall’ingiustizia ma capace, al di là di tutto, di credere nella promessa del perdono e della riconciliazione.
La sezione riservata alla Saggistica è stata assegnata all’economista Gianfraco Viesti, docente di Economia applicata presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bari, per Il saggio, “Mezzogiorno a tradimento” ( Il Nord , il Sud e la politica che non c’è), Editori Laterza. Si tratta di un libro molto significativo che canta le risorse del Sud. In un clima di difficoltà generale, per molti il Mezzogiorno è ormai un’insopportabile palla al piede, un carico di problemi insolubili a dispetto delle colossali risorse investite: Mezzogiorno a tradimento, mangiapane a tradimento. La verità è che spesso chiamiamo ‘Mezzogiorno’ quello che non ci piace o non vogliamo vedere del nostro paese. Risolvere i problemi dello sviluppo meridionale e dell’Italia, spiega il saggio, richiede la stessa strategia. Cifre e fatti alla mano Viesti smentisce gli stereotipi e i ‘sentito dire’ più diffusi sul Sud parassita.
Nella sezione Giornalismo, a Marco Imarisio che si era aggiudicato l’edizione 2008, con la raccolta “Mal di scuola”, succede Marcello Veneziani editorialista di Libero, autore di “Sud” ( Un viaggio civile e sentimentale), edito da Mondadori. La metafora del viaggio è il tema dominante della raccolta. <<Questa non è la storia del Sud o un’inchiesta sul Sud, un romanzo o una diagnosi. E’ il Sud raccontato come un mito vivente>>. Dieci affascinanti capitoli, rappresentano una sorte di itinerario dell’anima che conduce l’autore lungo i sentieri del mito e del fascino di una terra antica e ricca di profumi, leggende, storie. Bello l’incipit del libro: <<Il Sud è una calamita, a volte senza accento finale. Attrae come un magnete, e non solo coloro che provengono dal suo grembo materno, perché andare a Sud è sempre un tornare alle origini, anche per chi è del Nord, come se fosse l’infanzia del cosmo. Al Sud c’è il tempo che più somiglia all’eterno, per quell’intreccio d’inerzia e lucore che deraglia dal corso delle ore. Al Sud si va in vacanza o si rientra a casa, è l’aria aperta e i frutti appesi, la vita della natura e nella calura. Se il Nord guida il mondo, il Sud lo sorregge; è il suolo della vita, è il luogo della nascita, è la credenza dei ricordi. Archivi del Sud affollano la nostra memoria e vi ritorniamo per incontrare la vita, la letteratura, il pensiero. Il Sud rispetto al Nord è il tempo dell’estate e il luogo della festa, il tempo bambino e il luogo del ritorno…>>.
Il Riconoscimento speciale del presidente è andato invece, al romanzo di Piero Pieri, “Vaporidis in carcere”, Fernandel. Un romanzo di formazione in cui il protagonista sfida costantemente il proprio destino, sia correndo in moto sia infrangendo la legge, fino alle estreme conseguenze dell’omicidio.
Le due Borse di studio previste a favore di studenti neo laureati che hanno indagato e approfondito la personalità e l’opera dello scrittore di San Luca, sono state assegnate a Chiara Cannistraro, con la tesi “Lunga notte di Medea di C. Alvaro tra mito e realtà”, relatore il prof. Nicastro,e Valentina Brau, per la tesi “L’uomo è forte” ( Viaggio nel segreto del totalitarismo), relatore il prof. Marco Manotta.
I due prestigiosi riconoscimenti Una vita per la cultura, e Una vita per il giornalismo, sono stati assegnati al prof. Angelo Raffele Pupino dell’Università L’Orientale di Napoli, presidente della MOD ( Società italiana per lo studio della modernità letteraria), e il giornalista e scrittore, inviato di <<La Repubblica>>, Bernardo Valli, considerato uno dei punti di riferimento più apprezzati e importanti nel panorama del giornalismo italiano ed europeo. Per quanto riguarda la sezione riservata alla categoria “Calabresi illustri”, il CdA, ha scelto l’Ambasciatore Giuseppe Bova, la giornalista Maria Latella, direttore di “A” e il dottor Antonio Agostani, di Marina di Gioiosa, Direttore Generale del MIUR ( Ministero Istruzione Università e Ricerca).
I vincitori, come da statuto, dovranno ritirare il premio personalmente, sabato 14 novembre a San Luca, nel corso di una particolare e interessante cerimonia. Ai vincitori delle quattro sezioni, andrà un assegno in denaro e un bassorilievo in bronzo opera dello scultore calabrese Rosario La Seta. Bassorilievi in bronzo, sempre opera di Rosario La Seta, per i Calabresi Illustri, mentre i due riconoscimenti alla carriera saranno omaggiati con un busto in bronzo su piedistallo in marmo, raffigurante Leonardo Da Vinci, opera dello scultore calabrese Silvio Amelio. Si tratta del prototipi che viene consegnato agli italo – americani in occasione del famoso “Columbus Day” che ogni anno si tiene a New York.
Il responsabile dell’ufficio Stampa
Antonio Strangio








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