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IL Giardino dei Finzi Contini. L’Amore ama a suo modo

Scritto da Redazione on nov 9th, 2009 archiviato in Calabria, Cronaca, Cultura, Libri, Regionale, Rubriche. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

IL Giardino dei Finzi Contini. L’Amore ama a suo modo

ALL LOST, NOTHING LOST (TUTTO PERDUTO NIENTE PERDUTO). di Maria Valentina Attinà

Giorgio Bassani, ”Il giardino dei Finzi -Contini”, Einaudi, Torino 1962, pp.239,11 euro.

Il-giardino-dei-Finzi-ContiniIn una domenica d’aprile del 1957 Giorgio Bassani ebbe l’impulso di scrivere di Micòl e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga e di quanti frequentavano la casa di Corso Ercole I d’Este a Ferrara, poco tempo prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale. La narrazione inizia alle porte di Roma, presso le tombe degli antichi Etruschi, la cui vista riportò Bassani con la memoria agli anni della sua prima giovinezza a Ferrara. La descrizione temporale e spaziale si è sposata appunto a Ferrara, e quindi in una casa, entro un giardino che diviene il cuore stesso della narrazione, fino a sfiorare il corpo di Micòl, intorno alla quale ruota tutto l’intreccio narrativo e l’esistenza del protagonista. La vicenda è ambientata ai tempi tetri del fascismo e delle leggi razziali che colpivano tutte le famiglie ebree e che escludevano i giovani dalle scuole pubbliche e da tutte le associazioni culturali.

Per tale motivo Olga ed Ermanno Finzi-Contini aprono i cancelli del proprio giardino a un gruppo di giovani, amici dei figli Micòl e Alberto. Fra i giovani vi è anche Bassani, affascinato dal luogo, ma soprattutto dalla giovane Micòl della quale s’innamora perdutamente. Il romanzo pur essendo scritto in prima persona dall’io- narrante, è in realtà un monumento in memoria di Micòl, questa ragazza capricciosa, dolce e svampita, destinata a una morte anonima in un campo di concentramento tedesco nel 1943. Del suo futuro democratico e sociale non gliene importava nulla, che il futuro in sé lei lo aborriva, a esso preferendo:, e il passato, ancor di più, il dolce, il caro, il pio passato. Per comprendere questo romanzo bisogna andare oltre al livello storico e psicologico delle leggi razziali, Micòl, Giorgio, Alberto, erano sì ebrei ma soprattutto erano persone, adolescenti che si preparavano a diventare adulti e a vivere tra la vita e la morte, a conoscere il falso e il vero. Bassani dirà:. Il romanzo è il manifesto dell’amicizia, dell’amore, del rispetto. Quell’amore osservato solamente da Micòl, voluto a tutti i costi da Bassani, quell’amore tacito e discreto, chiuso nell’ambito di un giardino, di un campo da tennis ed una casa. Cosa vi sia stato fra i due davvero non vi è dato saperlo. Niente? Tutto? chissà! L’Amore ama a suo modo.

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