Reggio Calabria. Ricordato dai soci della sezione reggina dell’Associazione nazionale paracadutisti d’Italia, il caporal Giuseppe Iannì, perito trentotto anni addietro al largo delle secche della Meloria, antistanti la costa di Livorno, nella sciagura aerea dove persero la vita 46 parà del 2° Battaglione Tarquinia e sei membri dell’equipaggio inglese. Stamani, nel cimitero centrale di Condera, gli ex parà reggini hanno onorato lo sfortunato giovane cui è intitolata la locale sezione Anpdi. Labaro in testa è stato dato l’attenti e, dopo un breve ed emozionante raccoglimento, è stata lettura della Preghiera del Paracadutista.
Tra gli altri erano presenti, il presidente della sezione Pino Perrone e i parà in congedo Alfonso Mazzuca, Antonio Nucera, Francesco Giovinazzo, Andrea Cannizzo, Nino Costantino, Domenico Albanese. Il 9 novembre del 1971, i giovani parà della VI Compagnia Grifi “Impavidi e Bestiali” furono ingoiati dal mare con il C-130 Hercules della Royal Air Force, sul quale erano imbarcati per una esercitazione. La loro destinazione era Villacidro in Sardegna, dove si sarebbe dovuto svolgere un lancio tattico di massa che avrebbe visto complessivamente impegnati ben quattrocentosei paracadutisti italiani, con paracadute inglesi ed imbarcati su dieci aeromobili. Un’esercitazione da sogno, in una zona lancio mai vista prima, con sorvolo di mari e monti, un’occasione da non perdere: occorreva darsi da fare per andare, per trovare un posticino anche all’ultimo minuto, con immaginabile mugugno degli esclusi e felicità dei prescelti.

Giuseppe Iannì
Come tutti i prescelti, anche i quarantasei uomini della VI Grifi, destinati all’imbarco su “Gesso 4”, furono felici tanto da passare la breve notte insonne, nella frenetica attesa di assaporare il domani; e così, recandosi in aeroporto a buio pesto, a bordo degli autocarri incolonnati ed a fari accesi, fumarono, cantarono e scherzarono come tutti gli altri. Ma, dopo circa dieci minuti dal decollo avvenuto alle ore 5,40 dall’aeroporto di Pisa, la torre di controllo registrò il silenzio radio di “Gesso 4”.
I Video Top di Melitoonline.IT
![]()


Furono tempi in cui si incrociarono storie uniche, vite poco conosciute, di uomini di valore.
Proprio quando i riflettori erano spenti e si pagava in prima persona ogni cenno di resistenza alla mafia.
Uomini non ricordati abbastanza. Esempi la cui memoria risulta sbiadita.
Era il 1977, l’Italia degli anni di piombo. Si sparava a Roma come in Calabria. [...]


Entries (RSS)