Sinopoli (Reggio Calabria) 20 novembre 2009. Le vane promesse del presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, in merito al mantenimento del vecchio svincolo autostradale di S. Eufemia d’Aspromonte, sono state al centro di un incontro tra i sindaci del comprensorio. «Oltre il danno la beffa» rimarcano all’unisono i primi cittadini di Sinopoli, Luigi Chiappalone, di S. Eufemia, Enzo Saccà, di S. Procopio, Rocco Palermo, di Cosoleto, Antonino Gioffrè e di S. Cristina, Domenica Gangemi. Al coro si sono aggiunti il rappresentate dell’associazione “Città degli ulivi”, Carmelo Panetta e il presidente del Circondario provinciale di Palmi, Ennio Gaudio.
Sotto la lente d’ingrandimento è finito il mancato impegno (mantenere aperto lo svincolo in questione) che Pietro Ciucci aveva assunto, circa un anno addietro, in presenza del prefetto Francesco Musolino, del presidente della Provincia, Giuseppe Morabito e del sindaco di S.Eufemia, Enzo Saccà. Tuttavia, anche se si era trattato di un impegno verbale, sta di fatto che dopo questo lungo periodo, alle parole non sono seguiti i riscontri che si attendevano. Infatti, lo svincolo di S. Eufemia che da più di quaranta anni, consente alle migliaia di utenti dell’hinterland aspromontano di servirsene per i loro spostamenti giornalieri, non è stato inserito nel nuovo percorso dell’A3. I sindaci dell’area aspromontana si sono resi conto della “beffa” della quale sono stati vittime e, nel contempo, manifestano il loro allarme per i numerosi disagi a cui stanno andando incontro gli automobilisti, costretti, insieme agli abitanti di alcune zone, a respirare polveri dannose alla loro salute, sparse nell’aria dai camion in transito. Viene anche evidenziata la disagiata condizione in cui versano le strade di collegamento. Arterie “bucate” in più parti per il continuo vai e vieni di autotreni carichi di materiale di risulta proveniente dai cantieri autostradali. Ed ecco allora che dalla conclusione del sinergico incontro dei primi cittadini ne è venuta fuori una lettera-documento con cui si chiede al presidente Anas di rivedere la sua posizione, mantenendo di fatto gli impegni precedentemente assunti, altrimenti sostengono ad alta voce i sindaci, saremmo costretti ad attuare tutte quelle forme di protesta che la società civile ci impone.
Antonio Ligato








Entries (RSS)