Reggio Calabria. (21 novembre 2009). Stamani, presso la caserma “Fava-Garofalo”, sede della Scuola allievi carabinieri, l’Arma reggina ha celebrato la Santa Patrona Virgo Fidelis. Alla cerimonia, erano presenti il prefetto Francesco Musolino, il questore Carmelo Casabona, il presidente della provincia Giuseppe Morabito, l’assessore comunale Amedeo Canale, il procuratore generale Salvatore Di Landro, l’avvocato generale Francesco Scuderi, il presidente della seconda sezione penale del Tribunale, Vincenzo Pedone, il comandante dei vigili del fuoco Claudio Manzella, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Alberto Reda, il direttore del Centro operativo Dia, colonnello Francesco Falbo, il comandante della Direzione marittima, capitano di vascello Vincenzo De Luca, il comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato, primo dirigente Angelo Ciancia, il vice questore aggiunto Carlo Ferrucci del Comando regionale CFS, il comandante della Scuola Allievi, tenente colonnello Fabio Coppolino, il comandante del Gruppo territoriale di Locri, tenente colonnello Valerio Giardina e altre autorità militari e civili della provincia.
La Santa messa, cantata dal coro parrocchiale di Armo, è stata officiata da don Vincenzo Ruggiero, cappellano dei carabinieri. Nell’occasione l’Arma ha celebrato anche la giornata dell’orfano e la commemorazione del 68° anniversario della battaglia di Culquaber. Il 21 novembre del 1941 infatti nell’eroica difesa del caposaldo di Culquaber il 1° battaglione carabinieri si sacrificò interamente in una delle ultime cruente battaglie in terra d’Africa. Per quel fatto d’armi la bandiera dell’arma fu decorata con la medaglia d’oro al valor militare. Hanno partecipato inoltre i familiari dei militari dell’Arma caduti nell’adempimento del servizio, una folta rappresentanza di carabinieri dei reparti della provincia e le associazioni combattentistiche e d’Arma. Il comandante provinciale, colonnello Pasquale Angelosanto, ha consegnato alcune borse di studio ad orfani di militari dell’Arma:

Maria Battaglia vedova Palermo
Contributo Onaomac, alla signora Maria Battaglia, vedova dell’eroico appuntato Giovanni Palermo, ucciso, all’età di 35 anni, nel corso di un conflitto a fuoco a Caronno Pertusella in provincia di Varese nel luglio del 1998;
Contributo alla signorina Alessia Saraceno figlia del carabiniere Diego e consegna di una targa per il conseguimento della laurea in Scienze giuridiche di primo livello. Contributo ritirato dalla madre Ersilia Multari vedova Saraceno.
Il comandante provinciale ha formulato gli auguri a nome dell’arma alla signorina bianco Maria Bianco, figlia dell’appuntato Giuseppe, neo laureata in Scienze pediatriche con il massimo dei voti.
Onamac, è un Ente morale di natura privatistica che ha il suo organo tutorio nel Comando Generale dell’Arma dei carabinieri. L’Opera Nazionale di Assistenza per gli orfani dei militari dell’Arma dei carabinieri fu fondata il 15 maggio 1948.

Ersilia Multari e il prefetto Musolino
Virgo Fidelis, é un titolo di onore e di lode, che la Chiesa da e con il quale invoca la Madonna nelle Litanie Lauretane, che solitamente sono cantate dal popolo Cristiano. Insigni cultori di Maria hanno dimostrato che questo titolo risale al secolo XI o XII, trovandosi in altri gruppi litanici che sono autentici e mirabili poemi popolari mariani, nei quali i titoli cantati alla Vergine Maria traggono origine dalla Sacra Scrittura, dagli scritti dei Padri della Chiesa e dalla Tradizione. Il titolo “Virgo Fidelis” racchiude in sé tutto il significato dette vita di Maria e della sua missione di Madre e di Corredentrice del genere umano affidatale da Dio. Maria, promessa, figurata, simbolizzata, profetizzata, venne al mondo nella pienezza dei tempi senza la colpa originale. Degna di Dio, benedetta fra le donne, ripiena di grazia, è stata chiamata a collaborare all’opera della restaurazione universale, che avrebbe compiuto Gesù Cristo. Mentre la gloria di Maria è la sua maternità, e la sua beatitudine è la fede, la sua vita invece è nella fedeltà alla missione ricevuta ed accolta. E’ fuori dubbio infatti che Maria abbia ricercato continuamente la volontà di Dio nell’accoglienza della Parola Divina, nella coerenza di una vita umile e servizievole, nella perseveranza di un impegno assiduo. Questa profonda ricerca, unita ad un’accoglienza generosa, irrobustita da una forte coerenza e vivificata da una perseveranza assidua, fa di Maria la donna fedele in assoluto.

- colonnello Pasquale Angelosanto

- Coppolino e Angelosanto
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