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“Malitalia”, il libro-reportage di Enrico Fierro e Laura Aprati.

Scritto da Bruna Italia Massara on nov 26th, 2009 archiviato in Calabria, Cronaca, Libri, Reggio Calabria, Regionale, Rubriche. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

“Malitalia”, il libro-reportage di Enrico Fierro e Laura Aprati.

La presentazione del libro  Mercoledì 2 dicembre alle 17.00  presso il salone della

Provincia di Reggio Calabria.

 

MALITALIA

STORIA DI MAFIOSI EROI E CACCIATORI

(Rubbettino 2009)

 

MERCOLEDI’ 2 DICEMBRE, ORE 17.00

SALONE DELLA PROVINCIA

REGGIO CALABRIA

 

Laura Aprati - Enrico Fierro autori di "Malitalia".

Laura Aprati - Enrico Fierro autori di "Malitalia".

intervengono CON GLI AUTORI

 

SANTO GIOFFRÈ

ASSESSORE ALLA CULTURA DELLA PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA

 

GIUSEPPE PIGNATONE

PROCURATORE GENERALE REGGIO CALABRIA

 

RENATO CORTESE

CAPO SQUADRA MOBILE DI REGGIO CALABRIA

 

MICHELE PRISTIPINO

PROCURATORE AGGIUNTO REGGIO CALABRIA

 

Ten. Col. CARLO PIERONI

COMANDANTE REPARTO OPERATIVO DI REGGIO CALABRIA

 

modera

 

DANILO CHIRICO

ARCHIVIO STOP ’NDRANGHETA

 

 

Un libro e un documentario per andare oltre le apparenze e per chi non si lascia travolgere dalla retorica e dagli stereotipi. La mafia non è più quella delle coppole e delle lupare ed è passata per le stragi del 1992, le trattative più o meno occulte con lo Stato, la gestione di patrimoni finanziari talmente grandi da ridicolizzare un bilancio statale. La criminalità organizzata spara sempre meno e fa sempre più affari.

 

Un viaggio che racconta l’attentato del 1992, a Mazara del Vallo, ad un uomo dello Stato, scampato, con lucidità e freddezza, ai suoi assassini. Un viaggio che parte dalla Sicilia della “borghesia mafiosa” con la voce di un dichiarante di giustizia che dice “qui gli imprenditori prima si associano alla mafia e poi a Confindustria”.

 

Sono storie di viltà e di coraggio. Storie di uomini che fuggono dalla legge e di “cacciatori” sulle loro tracce. Latitanti che vivono come topi nei bunker della Calabria  o nei paesini della Sicilia Occidentale. Giovani poliziotti e carabinieri che, per inseguirli, hanno rinunciato ad una vita “normale”. A Casal di Principe, San Luca, Trapani sono loro i corpi estranei, gli infiltrati. Senza gli onori della cronaca o i riflettori mediatici che ne esaltino le gesta o le parole.

 

 

Sono le storie di giornalisti di Germania, Olanda, Croazia che fotografano le “mafie” con l’occhio di chi le vede arrivare nei propri paesi che pensavano immuni da questo “cancro”. Il percorso della “palma” di Leonardo Sciascia si è compiuto: è arrivata al Nord e si è acclimata con grande facilità.

 

Il dvd allegato al volume è un viaggio segnato dalle voci di don Luigi Ciotti e Dacia Maraini e dalla fotografia delle storie e delle vicende  così come sono con le voci, i colori, i gesti della quotidianità di una guerra invisibile tra gli onesti e i collusi e compiacenti perché “non è importante solo il pesce ma anche il bacino d’acqua che lo alimenta”.

Un libro e un documentario per andare oltre le apparenze e per chi non si lascia travolgere dalla retorica e dagli stereotipi. La mafia non è più quella delle coppole e delle lupare ed è passata per le stragi del 1992, le trattative più o meno occulte con lo Stato, la gestione di patrimoni finanziari talmente grandi da ridicolizzare un bilancio statale. La criminalità organizzata spara sempre meno e fa sempre più affari.

Un libro e un documentario per andare oltre le apparenze e per chi non si lascia travolgere dalla retorica e dagli stereotipi. La mafia non è più quella delle coppole e delle lupare ed è passata per le stragi del 1992, le trattative più o meno occulte con lo Stato, la gestione di patrimoni finanziari talmente grandi da ridicolizzare un bilancio statale. La criminalità organizzata spara sempre meno e fa sempre più affari.

 

 

LAURA APRATI, giornalista pubblicista e autrice televisiva. Ha collaborato a  trasmissioni di RAI 1 come “Linea Verde” e “Italia che vai” ed è stata autrice, dal 2006, del programma “Sabato e Domenica” di RAI 1 dove si è occupata di cronaca e attualità. Ha prodotto documentari sulle identità territoriali ed è stata finalista al David di Donatello 2009 con “Diario di un curato di montagna” del regista Stefano Saverioni. Ha vinto il premio Internazionale “Pieve di Cadore 2004”, con il documentario “Castelbasso tra tradizione e innovazione”, e il Premio internazionale “Sicilia madre mediterranea” per “vado a vivere in campagna”, realizzato per RAI SAT Gambero Rosso. Si occupa anche di sviluppo e comunicazione territoriale.

 

ENRICO FIERRO, giornalista. Scrive per “Il Fatto quotidiano”, ha collaborato con La Voce della Campania, Dossier Sud, L’Espresso, Epoca. E’ stato inviato speciale de «l’Unità». Per la pubblicazione del volume La santa – viaggio nella ‘Ndrangheta sconosciuta, assieme a Ruben H. Oliva, ha ricevuto il Premio Globo d’Oro 2007/2008, il Premio Paolo Borsellino 2007 ed il Premio Itaca 2008 promosso dall’associazione universitaria Ulixes. È autore inoltre di Dieci anni di potere e terremoto (1990) e O ministro. La Pomicino story (1991), scritti con Rita Pennarola e Andrea Cinquegrani; E adesso ammazzateci tutti (2005). Ammazzati l’onorevole (2007).

 

 

 

Reggio Calabria  26 novembre 2009

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