San Luca (Reggio Calabria) 16 dicembre 2009. . Una vasta operazione contro i patrimoni delle cosche della ‘ndrangheta e’ stata portata a termine questa mattina dai carabinieri del ros e dell’arma di Reggio Calabria, che hanno sequestrato aziende, attivita’ commerciali, abitazioni, terreni, polizze assicurative e numerose autovetture di lusso, per un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro.
In particolare, sono stati colpiti i beni riconducibili alle cosche sanluchesi “Pelle-Vottari” e “Nirta-Strangio”, protagoniste negli ultimi 30 anni di una sanguinosa faida che ha causato nel tempo oltre 50 morti ed e’ culminata nella strage di Duisburg.
I provvedimenti di sequestro, disposti dal tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale procura distrettuale, giungono a completamento di un lungo percorso investigativo che, dopo aver portato all’arresto di molti latitanti di spicco delle cosca, ad iniziare dal capo storico della ‘ndrangheta Antonio Pelle, detto Gambazza, ha contestualmente individuato e proposto il sequestro dei patrimoni accumulati.
Nei confronti di quest’ultimo, la sezione misure di prevenzione ha disposto il sequestro di 6 imprese, 4 edifici di nuova costruzione, 8 terreni per un totale di circa 10.000 m2 ed 11 autoveicoli, nell’esclusiva disponibilità del defunto capocosca e dei suoi immediati congiunti[1].
Tra i destinatari dei provvedimenti figurano, anche, Giovanni Strangio classe ’79, uno degli esecutori materiali della strage di ferragosto, e i fratelli Vottari[2], ritenuti responsabili dell’omicidio di Maria Strangio, consumato a natale del 2006.
I beni sequestrati sono ubicati principalmente nei comuni di San Luca, Bovalino, Africo e Benestare della provincia di Reggio Calabria, ma anche in Lombardia, ove sono stati individuati importanti investimenti riconducibili ad entrambi gli schieramenti mafiosi. Altre proprietà immobiliari sono state localizzate nel capoluogo calabrese e in alcuni comuni della fascia tirrenica.
Russo, Angelosanto, Pignatone, Parente, Giardina, Pieroni
Nel sequestro sono ricompresi molti complessi immobiliari realizzati abusivamente su terreni di proprietà dell’Enel spa o del comune di San Luca, molti dei quali attrezzati con rifugi sotterranei. Tra questi gli edifici in cui sono stati arrestati il capobastone Nirta Giuseppe classe ’40 e Vottari Francesco ‘71. Ad eccezione di alcuni rustici ubicati fuori dai centri abitati, si tratta prevalentemente di immobili di pregevole fattura, ben rifiniti e curati nei dettagli.
I provvedimenti colpiscono, oltre ai settori immobiliare e commerciale, alimentati con conferimenti di sospetta provenienza, anche gli interessi delle due cosche, nel settore agricolo, attraverso imprese individuali e cooperative, alcune delle quali costituite con erogazioni comunitarie.
L‘attività, oltre ad accertare la dissimulazione dei patrimoni accumulati, attraverso la fittizia intestazione di immobili in favore di incensurati ed il ricorso strumentale alle donazioni, ha evidenziato un elevato numero di polizze vita stipulate dagli indagati, a causa dell’esposizione alla faida.
Alcuni sequestri riguardano i beni di affiliati alla consorteria nei cui confronti è stata disposta l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale disgiunta da quella personale, in conformità alle disposizioni introdotte dal “pacchetto sicurezza” 125/2008.
Nel complesso sono state ricostruite le modalita’ di accumulazione degli ingenti patrimoni da parte delle cosche, il cui sequestro costituisce un obiettivo costante e primario dell’attivita’ di contrasto dell’arma, per depotenziare le organizzazioni mafiose, anche nelle loro proiezioni extraregionali.
Reggio Calabria, 16 dicembre 2009
Sono state infine documentate le tradizionali tecniche di riciclaggio utilizzate dai sodalizi, mediante investimenti in titoli azionari ed esportazioni di capitali all’estero, prevalentemente in Germania, ove sono tuttora in corso le attivita’ di verifica richieste alle autorita’ tedesche.
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[1] Pelle Antonio cl’60, Pelle Sebastiano cl’62, Pelle Giuseppe cl’60
[2] Francesco, Santo e Sebastiano
| Indagine “FEHIDA 2”. Sequestro dei beni. Misura preventiva patrimoniale ai sensi dell’art. 2 della legge 575/65 introdotto dalla legge 646/82 e dalla legge 356/92. |
BENI I TRANCHE
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Imprese |
Immobili 31 |
Assicurazioni |
Rapporti Bancari |
Autoveicoli |
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17 |
Terreni |
5 |
22 |
22 |
47 |
Fabbricati |
26 |
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BENI II TRANCHE
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Imprese |
Immobili 34 |
Assicurazioni |
Rapporti Bancari |
Autoveicoli |
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17 (di cui 11 edili e immobiliari + 2 commerciali) |
Terreni (per circa 4 ettari) |
18 |
11 |
12 |
19 |
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Fabbricati |
16 |
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RIEPILOGO BENI SEQUESTRATI
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Imprese |
Immobili 65 |
Assicurazioni |
Rapporti Bancari |
Autoveicoli |
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34 |
Terreni |
23 |
33 |
34 |
66 |
Fabbricati |
42 |
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