Firenze 17 gennaio 2010. Il regista livornese Paolo Virzì e l’attrice protagonista Claudia Pandolfi, sono venuti al Cinema Odeon di Firenze, per presentare il loro film “La prima cosa bella”. Nella mattina in anteprima alla stampa e nello spettacolo serale delle 20,30 hanno salutato il pubblico in sala. “La prima cosa bella” è una splendida canzone di Nicola Di Bari, interpretata anche da Dalida e dai Ricchi e Poveri, ma è anche il titolo del nuovo film di Paolo Virzì, che, a dodici anni del successo di “Ovosodo”, torna a girare nella sua città natale un film scritto insieme a Francesco Bruni e Francesco Piccolo, destinato (secondo noi) ad ottenere un grande successo. Interpretato oltre che dalla Pandolfi, da Micaela Ramazzotti, Valerio Mastandrea e Stefania Sandrelli, racconta la storia di una famiglia alle prese con una mamma bellissima negli anni 70 del secolo scorso fino ai giorni nostri e riesce a trattare anche il tema della ricostruzione della famiglia, che rappresenta il cuore del film.
“La prima cosa bella” è una canzone romantica che Anna Nigiotti in Michelucci cantava ai suoi figli Bruno e Valeria, per rincorarli durante le avventure cui furono costretti, dopo che il marito Mario accecato dalla gelosia, li aveva cacciati di casa. Siamo agli inizi degli anni 70, del secolo scorso, Bruno aveva 8 anni e Valeria 5 anni. La mamma di una bellezza imbarazzante era stata eletta inaspettatamente miss in una serata d’estate ai Bagni Pancaldi, lo stabilimento più popolare di Livorno e Mario da allora aveva perso la testa, non riuscendo a sopportare tutta quella maliziosa attenzione sulla sua giovane moglie. Oggi, Anna ricoverata per una grave malattia, sbalordisce i medici con la sua irresistibile vitalità e fa innamorare i degenti terminali. Il figlio Bruno ha tagliato i ponti con la sua città, la famiglia e conduce un’esistenza inaffettiva. Ma la sorella Valeria lo convince a venire a salutare la madre per l’ultima volta e Bruno torna malvolentieri a Livorno. L’incontro dopo tanti anni con la mamma, ancora bella che a dispetto della prognosi medica non ha nessuna intenzione di morire, costringe Bruno a rievocare le vicissitudini familiari che aveva voluto a tutti i costi dimenticare………………
Cesare Monteleone








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