Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, aveva detto proprio a Reggio Calabria, in conferenza stampa:“La cattura dei due pericolosi superlatitanti di camorra, (dei boss Paolo Di Mauro e Luigi Mocerino, entrambi appartenenti al clan Contini) avvenuta oggi a Barcellona ad opera delle forze di polizia italiana e spagnola, con la collaborazione dell’Interpol, È L’ENNESIMO STRAORDINARIO SUCCESSO CHE ARRIVA A CORONAMENTO DI UNA ALTRETTANTO STRAORDINARIA GIORNATA NELLA LOTTA DELLO STATO alla criminalità organizzata, alla vigilia del Consiglio dei Ministri di domani, a Reggio Calabria, nel quale sarà varato il nuovo piano antimafia del Governo. È una stagione di risultati davvero straordinari nella lotta a tutte le mafie. Una stagione che coincide con un intenso momento di rinnovato impegno civile, nel quale l’affermazione dei principi di legalità e di giustizia avviene attraverso l’impegno costante e lo straordinario livello professionale messi in campo dagli uomini delle forze dell’ordine e della magistratura, ai quali va il mio plauso e la mia gratitudine e anche grazie all’individuazione e all’applicazione di quegli strumenti normativi fortemente voluti da questo Governo e approvati dal Parlamento”.
Le dichiarazioni del Presidente del Senato, Renato Schifani
REGGIO CALABRIA, IL PRESIDENTE DEL SENATO RENATO SCHIFANI, ALL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO. IL PROCESSO BREVE, POMO DELLA DISCORDIA. IL MINISTRO DI GRAZIA & GIUSTIZIA, ANGELINO ALFANO CHIARISCE:” IL GIUDICE è SOGGETTO SOLTANTO ALLA LEGGE; LA LEGGE, LA FA IL PARLAMENTO”. MA IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI (ANM) LUCA PALAMARA, HA LE SUE IDEE

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano
Ha detto ancora Angelino Alfano:”Sono il Ministro della Giustizia, servo il mio paese e ho giurato sulla Costituzione. A differenza di coloro che seguiranno le improvvide indicazioni dell’ANM, parteciperò all’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Suprema Corte di Cassazione alla presenza del Presidente della Repubblica. Allo stesso modo, andrò l’indomani presso la Corte d’Appello de L’Aquila, laddove il servizio giustizia ha ricominciato a funzionare brillantemente dopo il terremoto, grazie all’impegno delle istituzioni e di tanti servitori dello Stato. L’ANM piuttosto che inaugurare l’anno giudiziario ha deciso di inaugurare la campagna elettorale in vista delle elezioni per il CSM che si terranno in primavera.L’ANM ha scelto di macchiare una giornata (“Sono ciechi ed irragionevoli”, dirà Alfano;ma a Messina, Reggio Calabria e Catanzaro, non ci sono state astensioni né scioperi o proteste n.d.r.) che è per i cittadini e per il loro diritto di avere giustizia. Tantissime le defezioni, quando ha preso la parola il rappresentante del Governo. L’immagine che l’ANM offre di sé non coincide con l’immagine e con il senso etico delle migliaia di magistrati che ogni mattina servono l’Italia e le istituzioni che rappresentano”.RISPETTATO IL PRESIDENTE DEL SENATO, RENATO SCHIFANI, CHE PREVENTIVAMENTE HA VOLUTO RIBADIRE LA SOLIDARIETÀ ED IL SOSTEGNO DELLO STATO AI DUE PROCURATORI: GIUSEPPE PIGNATONE (PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA DI REGGIO CALABRIA) E SALVATORE DI LANDRO (PROCURATORE GENERALE). Hanno parlato Antonio Patrono del CSM, Emanuele Caldarere in rappresentanza del Ministero della Giustizia, Alberto Panuccio, in rappresentanza dell’Ordine degli avvocati di Reggio calabria, Luigi Cardone, in rappresentanza del Consiglio Nazionale Forense, Rodolfo Palermo, in rappresentanza dell Giunta Distrettuale dell’ANM,Vincenzo Cardamone, in rappresentanza della Federmort, Natale Zumbo, in rappresentanza dell’organismo unitario dell’avvocatura italiana, Mario De Tommasi, in rappresentanza del sindacato forense reggino. Per il presidente della Corte d’Appello Luigi Gueli, la ‘ndrangheta è la più potente e ricca organizzazione criminale italiana, capace di adeguarsi a tutte le situazioni. Ribadita la carenza degli organici(giudici e personale amministrativo, ma anche mezzi, strumenti e sussidi). Presenti anche i procuratori: Giuseppe Creazzo (Palmi) e Giuseppe Carbone (Locri), che hanno più volte sottolineato la cronica carenza di magistrati ed altro personale
Domenico Salvatore
Reggio Calabria-Tiene banco il tema di scottante attualità della Giustizia, che ha messo in movimento i maggiori personaggi che ruotano attorno ai poteri dello Stato.In relazione ai fatti che sono successi negli ultimi tempi in Italia. Compresa la bomba alla Procura Generale di Reggio Calabria, la macchina con l’esplosivo e le armi sulla strada del Presidente della Repubblica a Reggio Calabria, le minacce al sostituto procuratore della DDA, Giuseppe Lombardo. E produce inevitabilmente e strumentalmente montagne di polemiche, colline di critiche, valanghe di congetture, pettegolezzi, gossip; dall’Alpi alle Piramidi, da Scilla al Tanaj e dal Manzanarre al Reno. Era la più importante inaugurazione dell’Anno Giudiziario nel Distretto di Reggio Calabria, dalla sua istituzione.
Non potevamo mancare. Un altro traguardo. La partecipazione per la prima volta dal vivo, all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario nella Corte d’Appello di Reggio Calabria, stipata come le sardine in scatola. Nel nostro immaginario collettivo avevamo pensato ad un posto per ogni testata, almeno in terza fila o quarta. Per poter fare un bel servizio corredato di foto e video, da consegnare ai nostri lettori sovrani.; alla cronaca; alla Storia. Come sempre facciamo. C’est pas possible mon ami! Così (non) funziona l’informazione in Calabria! A Reggio, dove ogni giornalista “deve” fregare il collega. Come se il lettore non giudicasse sui contenuti degli articoli, ma sulla forma. Sai quanto gliene frega al lettore se sei arrivato prima. Se hai “bruciato” od anche “bucato” la notizia. Se hai più fotografie dell’altra testata giornalistica. Se hai più interviste. Se hai lo scoop in tasca e così via. Aria fritta!Tutto sbagliato cari colleghi. Si studia come fregare il collega, con l’inganno, l’imbroglio, la menzogna, la falsità, la frode. IO STUDIO, TU STUDI, EGLI STUDIA…CHE TEMPO È? TEMPO… PERSO, SIGNORI MIEI. IL LETTORE SOVRANO, AUTONOMO ED INDIPENDENTE, NON HA BISOGNO D’INDOTTRINAMENTI. Il lettore standard è cambiato. Non ha più la licenza elementare in tasca o la licenza media. Ma il diploma e la laurea o due. Non legge solo un quotidiano locale a sbafo o di rimbalzo e carambola e perfino per sentito dire.. Lo acquista all’edicola od in altro luogo; e legge perfino uno nazionale ed un altro sportivo. La televisione non la vede al bar dello sport o degli amici e perfino dalla nonna. Di televisori, ne ha due o tre. A parte i telefonino di terza e quarta generazione. Le sue antenne sono più paraboliche, funzionali ed efficienti delle nostre. Ha i figli nelle migliori università con cui confrontarsi in un continuum di dare e ricevere. Oggi c’è il lettore tecnologico, polivalente, versatile, flessibile e polifunzionale. Nel sacco non lo metti più. Tu devi solo produrre e proporre. Poi ci pensa lui a selezionare, scegliere, preferire, valutare, giudicare, pesare e vagliare e a tutti la possibilità non solo di ascolare l’opinione dell’illustre ospite, ma per poterlo fotografare e inquadrare con la telecamera mobile. Tempo perso. Anzi la turba si accalcava di più sino a sommergere completamente il senatore. Morale della favola Schifani dopo la breve sortita, se n’è andato e noi siamo rimasti lì con un palmo di naso:non abbiamo la foto. Ma chi se ne frega?!?! Il bon ton, il buon senso, non abitano più qui. E noi che siamo i primi a passare o cedere al collega: il volantino, la velina, il comunicato, la cassetta, il posto, che cosa siamo? “Fessi” siamo!!!!!! Sic transit gloria mundi! Non abbiamo la benché minima voglia e pretesa di fare accademia, prosopopea, nè retorica. Non ne caveremmo un ragno dal buco. Come dimostrano le conferenze in Questura, al Comando provinciale dei Carabinieri, al Comando Provinciale della Guardia di Finanza, in Procura e le mille altre occasioni. Spesso finite in rissa, zuffa, mischia scontri, malumori e tafferugli. Un questore per ristabilire l’ordine, minacciò di…”buttarci” fuori. L’un contro l’altro armato.
In zona operazioni l’ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, on. Francesco Forgione, autore di apprezzati saggi sul fenomeno mafioso; e l’assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi, che abbiamo intervistato; e che vi proponiamo qui in basso.

Il presidente della corte d'appello Luigi Gueli
Il video dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, Reggio Calabria 30 gennaio 2010
Ma ora occupiamoci dell’anno giudiziario. Il presidente della Corte d’Appello Luigi Gueli ha sciorinato le cifre ed i numeri. Tra cui spiccano per importanza, quelli relativi alla catuura dei latitanti di ‘ndrangheta. Una cinquantina gli scovati ed arrestati. Nove facevano parte dell’elenco speciale dei 30 super-latitanti del Ministero degl’interni, tra cui: Giuseppe De Stefano, Paolo Rosario De Stefano, Antonio Pelle classe 1962., Giuseppe Nirta, Giovanni Strangio, Francesco Mammoliti, Francesco Romeo, Pietro Criaco, Fortunato Giorgi, Antonio Pelle, inteso “’U Gambazza (capo dei capi della ‘ndrangheta, “deceduto nel suo letto” od anche a piedi nudi o scalzi), Carmelo Barbaro, Giuseppe Coluccio, Salvatore Coluccio, Gianluca Racco, Girolamo Molè, Francesco Pelle, inteso ‘U Pacchistanu, Paolo Nirta, Domenico Morabito, Paolo Latella ed Antonio Labate. Una settantina sono i mammasantissima, sottoposti al regime 41 bis,.Una quarantina sono i pentiti totali; di cui una decina i collaboratori di giustizia. Intanto, una piccola ma doverosa premessa.L’ideale di giustizia è nato con l’homo erectus e l’homo habilis, quattro o cinque milioni di anni fa e si è sviluppato nel neolitico e nel paleolitico; comunque nel periodo preistorico.

Il Presidente del Senato, Renato Schifani al suo arrivo.
I primi codici sono degli Assiro-babilonesi
(codice di Hammurabi); si traduce comunque in un dovere e in un diritto, che coinvolge chiunque appartenga a una certa comunità. I Romani lo chiamavano “jus” NEL VANGELO DI MATTEO SONO “BEATI COLORO CHE HANNO FAME E SETE DI GIUSTIZIA”. NELLA MITOLOGIA GRECA, ASTREA O DIKE È LA FIGLIA DI GIOVE E DI TEMI, CUSTODE DELLE LEGGI E PROTETTRICE DEI TRIBUNALI; DURANTE L’ETÀ DELL’ORO DISCESE SULLA TERRA; MA, SOPRAGGIUNTA L’ETÀ DEL BRONZO, PER LA MALVAGITÀ DEGLI UOMINI, FU COSTRETTA A RITORNARE IN CIELO. VIENE RAPPRESENTATA COME UNA DONNA CHE REGGE LA SPADA E LA BILANCIA, E ANCHE OGGI QUESTA È LA RAPPRESENTAZIONE SIMBOLICA PIÙ COMUNE DELLA GIUSTIZIA.
La cerimonia dell’anno giudiziario è stata celebrata in tutti i Distretti ed i Circondari d’Italia. Nella maggior parte di essi, come detto c’è stata la defezione di molti addetti ai lavori, in segno di protesta. Gli appartenenti ai tre poteri per quel che ricordiamo, hanno continuato a guardarsi in cagnesco. Un bel dialogo fra sordi e muti. Hanno proseguito nella tattica di parlarsi addosso. A fare gossip sui mass-media. Soprattutto gli appartenenti al centro-destra ed al centro-sinistra. Per nostra memoria, lo strombazzato (ai quattro venti) equilibrio era rimasto un tram che si chiama desiderio anche nei Governi, retti dai vari: Amintore Fanfani, Aldo Moro, Giulio Andreotti, Mariano Rumor Giovanni Leone, Arnaldo Forlani, Ciriaco De Mita, Bettino Craxi, Giovanni Spadolini, Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Francesco Cossiga, Carlo Azeglio Ciampi, Giuliano Amato, Giovanni Goria, Massimo D’Alema, in rappresentanza dei vari partiti: DC: Democrazia Cristiana, PCI: Partito Comunista Italiano, PLI: Partito Liberale Italiano, PRI: Partito Repubblicano Italiano, PSDI: Partito Socialista Democratico Italiano, PSI: Partito Socialista Italiano, DL: La Margherita, PPI: Partito Popolare Italiano, RI: Rinnovamento Italiano, DEMO: I Democratici, DS, PD, Federazione dei Verdi, IdV : Italia dei Valori, LN: Lega Nord, PdCI: Comunisti Italiani, PdL: Il Popolo della Libertà, FI: Forza Italia, AN: Alleanza Nazionale, PRC: Partito della Rifondazione Comunista, RnP, SDI, Socialisti Democratici Italiani, UDC, Unione Democratica di Centro, CCD: Centro Cristiano Democratico, UDEUR: Unione dei Popolari Europei, UDR: Unione Democratica per la Repubblica.Ci avevano provato i ministri degl’interni: Paolo Emilio Taviani, Franco Restivo, Mariano Rumor, Luigi Guy, Francesco Cossiga, Virginio Rognoni, Oscar Luigi Scalfaro, Amintore Fanfani, Antonio Gava, Vincenzo Scotti, Nicola Mancino,Roberto Maroni, Giuliano Amato, Antonio Brancaccio, Giovanni Rinaldo Coronas, Giorgio Napoletano, Rosa Russo Iervolino, Enzo Bianco, Claudio Scajola, Giuseppe Pisanu a trovare la quadratura del cerchio. Ed i ministri di Grazia & Giustizia, di cui abbiamo memoria:Giacinto Bosco, Guido Gonella, Silvio Gava, Mario Zagari, Francesco Paolo Bonifacio, Tommaso Morlino, Adolfo Sarti, Clelio Darida, Fermo Mino Martinazzoli, Virginio Rognoni, Giuliano Vassalli, Claudio Martelli, Giovanni Conso, Alfredo Biondi, Filippo Mancuso, Lamberto Dini, Giovanni Maria Flick, Oliviero Diliberto, Piero Fassino, Roberto Castelli, Clemente Mastella , Luigi Scotti. Nei momenti di difficoltà seria, hanno trovato la coesione, la coerenza ed il coordinamento, per fare le leggi necessarie alla sopravvivenza dello Stato democratico, minacciato dal terrorismo, da Cosa Nostra, dalla Camorra, da Gladius, dalla P2, dal presunto golpe di Giovanni De Lorenzo (Piano “Solo”). Fiutarono la trappola e sventarono il colpo di stato anzitutto Aldo Moro, Palmiro Togliatti, Pietro Nenni e Giuseppe Saragat ed alcuni giornali. Qualcheduno collegato con i servizi segreti esteri. De Lorenzo fu relegato a…Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Poi a deputato nelle liste del MSI-D.N..In ultimo, finì sotto inchiesta.
I MINISTRI DELL’INTERNO, DI CUI RICORDIAMO NOME E PERIODO: MARIANO RUMOR, PAOLO EMILIO TAVIANI, FRANCO RESTIVO, LUIGI GUY, FRANCESCO COSSIGA, VIRGINIO ROGNONI, OSCAR LUIGI SCALFARO, AMINTORE FANFANI, ANTONIO GAVA, VINCENZO SCOTTI, NICOLA MANCINO, ROBERTO MARONI, GIORGIO NAPOLETANO, ROSA RUSSO IERVOLINO, ENZO BIANCO, CLAUDIO SCAJOLA, GIUSEPPE PISANU, GIULIANO AMATO, HANNO PROVATO A RIEQUILIBRARE.
Il leader del Pd, Pierluigi Bersani sibila:” Il premier Silvio Berlusconi, dovrebbe mettere l’Italia al primo posto e non il suo interesse. Se Berlusconi e’ uno statista, come dice di essere paragonandosi a De Gasperi, dovrebbe affrontare un tema a viso aperto: mettere al primo posto l’Italia e non imbarazzare il parlamento, il governo, il paese e la magistratura. E metterci in condizione di ragionare sulle riforme. Se non lo fa, allora non e’ uno statista e non mette l’Italia al primo posto, ma se stesso”. Il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, non parla espressamente di processo breve ma, nella sua relazione di inaugurazione dell’Anno giudiziario presso piazza Cavour, dice chiaramente:”Ben vengano tutte le iniziative volte a contrastare la eccessiva ed intollerabile durata dei processi. che devono essere accolte con favore tutte le iniziative, ve ne sono state a livello parlamentare sia nell’attuale legislatura che nella precedente, volte a contenere la durata del processo entro termini ragionevoli secondo i parametri indicati dalla Corte di Strasburgo”. Antonio Di Pietro, al piano straordinario antimafia presentato dal Governo, risponde così:” E’ un piano ‘eccezionale’, che fa proprio gli interessi della mafia’. L’esecutivo, in realta’ ”impedisce di fare i processi perche’ con il processo breve fa un’amnistia totale: restituisce direttamente i beni ai mafiosi, i quali se li ricomprano tramite i prestanome e reimmette i capitali riciclati nel circuito criminale attraverso l’evasione fiscale. Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.”Oggi abbiamo ascoltato, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, parole preoccupate ma serie, sagge ed equilibrate sullo stato della giustizia italiana dal Presidente della Cassazione Carbone, dal Procuratore generale Esposito, dal vice Presidente del CSM Mancino. Da loro sono venute indicazioni importanti in direzione di una riforma ampia organica e condivisa”. Anche dal ministro Alfano sono giunte osservazioni e la promessa di un progetto chiaro per risolvere i problemi del funzionamento della giustizia italiana. Ma, ahinoi, il progetto non lo conosciamo ancora. Siamo all’ennesimo annuncio. Di atti concreti del Governo conosciamo solamente il ‘processo breve’ appena approvato al Senato, e il ‘legittimo impedimento’ in discussione alla Camera. Se questi sono i pezzi del progetto di riforma che ha in mente Alfano, magari conditi dalla separazione delle carriere, non ci siamo proprio. Si tratta di provvedimenti che non migliorano l’efficienza della giustizia italiana ma la rovinano ulteriormente. Servono interventi che rimettano in moto la macchina, la riorganizzino, servono risorse umane ed economiche, non interventi particolari e contingenti, dettati dalle necessita’ processuali del premier. E non e’ solo l’opposizione a dirlo ma i magistrati, gli avvocati, gli operatori che nella giustizia lavorano A questi provvedimenti il PD dira’ sempre no. Se la maggioranza e il Governo vorranno ragionare di riforme di sistema utili al Paese e ai cittadini ci troveranno in Parlamento”.
IL PRESIDENTE DELLA CORTE D’APPELLO DI NAPOLI, ANTONIO BUONAJUTO NEL CORSO DELLA RELAZIONE SULLO STATO DELLA GIUSTIZIA IN OCCASIONE DELL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2010 A CASTEL CAPUANO, NEL SALONE DEI BUSTI, HA LANCIATO UN PATTO TRA AVVOCATURA E MAGISTRATURA DI NAPOLI; ‘FATTO DI IMPEGNI E RESPONSABILITA’, DI AMORE PER LA CITTA’ E PER IL COMUNE LAVORO”.
Il Procuratore Generale Vitaliano Esposito sulle intercettazioni telefoniche e ambientali oggetto di riforma da parte del governo, ha dichiarato “Sono certamente invasive e tuttavia utili per il contrasto a diversi fenomeni criminali’; specie in un periodo ‘in cui il contributo dei collaboratori di giustizia si e’ sensibilmente ridotto. La quasi totalita dei giudici e’ costituita ”da persone perbene, che esercitano le loro delicate funzioni con scrupolo, dedizione, spirito di abnegazione, con correttezza e disinteresse assoluti”.
Per quanto riguarda i comportamenti dei magistrati ‘scorretti’, il Pg invita a denunciarli, nella convinzione che cosi’ sia meglio per consentire alla stessa magistratura di ”marginalizzare e, nei casi piu’ gravi, espellere dal suo seno chi non e’ degno di svolgere l’altissima funzione della quale e’ investito”.
Nel 2009 la Procura della Cassazione ha formulato richiesta di nove misure cautelari nei confronti di giudici e Pm,. Dal Csm ne sono state accolte otto. Stop ai contrasti tra magistrati, tra magistrati e politica, e tra politica e istituzioni. L’appello corale ha invaso l’Aula magna della Suprema corte di Cassazione, Il primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, ha infatti ricordato che l’Italia «resta al 156esimo posto nella classifica di 181 Paesi» il nostro Paese è superato anche da stati quali «Angola, Gabon, Sao Tomè e Guinea. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha aperto il suo intervento ringraziando il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per “la saggezza” che “anche nello scorso anno e in tempi recenti ha avuto modo di trasmetterci pronunciando, in materia di giustizia, parole sempre decisive per il mantenimento dei necessari equilibri
istituzionali”.

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano
IL GUARDASIGILLI HA INOLTRE RINGRAZIATO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI, (PER IL PREMIER SIA VINCENZO CARBONE SIA VITALIANO ESPOSITO HANNO DI FATTO SDOGANATO ANCHE IL PROCESSO BREVE E LEGITTIMATO LA POLITICA DEL GOVERNO SULLA GIUSTIZIA) “per il sostegno politico offerto all’azione riformatrice del governo, soprattutto in tema di antimafia e giustizia civile e per l’incoraggiamento personale che mai mi ha fatto mancare in questi venti mesi difficili ed entusiasmanti al tempo stesso”. Alfano ha detto :”Le riforme, oggettivamente utili, devono essere fatte in maniera condivisa e devono essere di ampio. Il rispetto dei magistrati è sacro. Il nostro rispetto per l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati: un recinto, quello della giurisdizione, che riteniamo sacro. I giudici sono soggetti soltanto alla legge e la legge la fa il Parlamento, libero, democratico, sovrano, espressione del popolo italiano. Quello stesso popolo italiano in nome del quale i giudici pronunciano le loro sentenze Riformare la giustizia serve all’Italia intera e serve farlo adesso, senza indugi e senza tentennamenti.
Il governo non intende sottrarsi a questo dovere e a questa responsabilità. Siamo consapevoli di dover considerare lo stato della giustizia civile una vera e propria emergenza nazionale”.

Il presidente dell’Anm, Luca Palamara
Il presidente dell’Anm, Luca Palamara, ha ribadito il proprio “no” alle riforme proposte dal governo: «L’Anm è la casa di tutti i magistrati italiani; è l’orgoglio della magistratura. chiediamo una vera riforma della giustizia, una riforma che interessi i cittadini, ma segnaliamo quei provvedimenti che non vanno, come il processo breve o il processo penale».
IL VICEPRESIDENTE DEL CSM, NICOLA MANCINO. PRIMA DI TUTTO HA RICORDATO CHE «L’ESERCIZIO DELLA GIURISDIZIONE VA SALVAGUARDATO DA OGNI FORMA, SCRITTA O VERBALE, di intimidazione o di interferenze che ne possano mettere in dubbio il pieno e libero suo svolgimento. Resto convinto che l’auspicata fisiologica dialettica fra i responsabili delle istituzioni e il reciproco rispetto delle opinioni che su singole questioni vengono espresse possono solo portare bene al sistema Paese. Le riforme possono, così, essere affrontate col metodo del confronto sui contenuti ed auspicabilmente approvate con l’apporto delle opposizioni».
lI presidente della Cassazione Vincenzo Carbone, ammette:” Ben vengano le riforme in grado di tagliare i tempi alla cronica lentezza della giustizia italiana, che è stabile al 156^ posto nella classifica mondiale, tra Guinea Bissau e Gibuti. Ben vengano le riforme, a patto però che non siano dettate dall’«agenda imposta dalla cronaca» ma inserite «in un disegno organico e complessivo». Nei Distretti giudiziari di Messina, Reggio Calabria e Catanzaro, nessuno ha disertato i lavori.

magistrati palermitani: Vittorio Teresi, Gioacchino Natoli, Antonio Ingroia e Antonino Di Matteo
Il tema della Giustizia dunque resta al centro della vita politica e del Paese. Ve ne parleremo più diffusamente, nei prossimi giorni, con una serie di servizi dettagliati, completi ed esaurienti. Attraverso la voce di qualificati addetti ai lavori.
Domenico Salvatore








Editoriale Il caso di “Calabria Ora”, uno dei tanti quotidiani calabresi. Si è dimesso Paolo Pollichieni, per divergenze con l’editore ed è subentrato Piero Sansonetti (vice direttore, direttore e condirettore dell’Unità e direttore di Liberazione), che sarà presentato in settimana LE DIMISSIONI DI PAOLO POLLICHIENI, DIRETTORE DI “CALABRIA ORA”, MORTO UN PAPA, SE NE FA [...]


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