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Melito, Giuseppe Scopelliti lancia il guanto di sfida.

Scritto da Domenico Salvatore on feb 8th, 2010 archiviato in Calabria, Cronaca, In Primo Piano, Melito di Porto Salvo, Politica, Reggio Calabria, Regionale. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

Melito, Giuseppe Scopelliti lancia il guanto di sfida.

Melito Porto Salvo (RC) elezioni regionali del 2010, ma il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti lancia il guanto di sfida 

Da sinistra, Francesco Pizzi, Valerio Denaro, Giuseppe Scopelliti e Fortunata Pizzi (Foto Archivio Melitoonline.IT)

 

Il sindaco di Reggio Calabria, si è trasformato in globe-trotter, in giro per la Calabria. E forse andrà anche al Nord Italia presso le comunità calabresi. Alla console tre giovani, compreso il presidente del circolo di A.N. di Melito, Valerio Denaro che ha curato la presentation del candidato a Presidente. Il lamento di una provincia, quella reggina, abbandonata a se stessa, boicottata, diseredata ed in forte ritardo sullo sviluppo socio-economico, politico e culturale nazionale e regionale 

MELITO PORTO SALVO (RC), ELEZIONI REGIONALI DEL 2010,     QUELLE CONVENTION IN TOUR DE FORCE DEL “GOVERNATORE” GIUSEPPE SCOPELLITI: “NON METTEREMO NELLE DICHIARAZIONI PROGRAMMATICHE, UTOPIE, ILLUSIONI, SPERANZE ASSURDE, INGANNI, SOGNI IRREALIZZABILI, ABBAGLI E FALSITA’, MA SOLO PROGETTI REALI E CONCRETI; SPAZZEREMO VIA I CORROTTI, GL’INCAPACI E LE SPESE INUTILI E DANNOSE” 

 
Il Video con l’intero intervento di Giuseppe Scopelliti, Sindaco di Reggio Calabria e candiadato del PdL a Governatore della Calabria. Una esclusiva di Melitoonline.IT & YouTube. 

L’importante riunione, presso l’auditorium San Giuseppe per gentile concessione del parroco Don Cosimo Latella. Una marea di gente ha atteso pazientemente l’arrivo del politico, accolto con una ovazione da stadio e scroscianti applausi a scena aperta. Non un documento programmatico bensì solo alcuni scampoli. Il suo j’accuse contro la sanità, tallone d’achille. Ma l’ospedale di Melito, non chiuderà i battenti. Anzi verrà rilanciato. Frecciate contro i giornali “nemici” dell’informazione che sputano veleno ogni giorno contro il sindaco ed il Comune di Reggio Calabria, a prescindere
Domenico Salvatore 

Melito di Porto Salvo (RC) – Gli Scopelliti boys provenienti dal vasto hinterland, aspettavano con ansia l’arrivo del primo cittadino di Reggio Calabria; il sindaco più amato degl’Italiani. In galleria, gli aficionados avevano tappezzato le pareti con manifesti che testimoniano le numerose e lodevoli iniziative socio-culturali e politiche, intraprese dalla Giovane Italia o Italia Giovane. Se è vero che “finalmente” i giovani melitesi, si stiano svegliando dal loro letargo. Ed anche che siano stati svezzati dalla politica. Per lo meno, quelli di centrodestra offrono segni di inversione di rotta e di tendenza, rispetto al passato anonimo, amorfo, informe, piatto, evanescente e grigio. In occasione di campagne elettorali, come quella in corso, si nota un certo fermento. E bisogna dargliene atto. 

Saremmo ben felici di farlo anche coi giovani di centro-sinistra. Se ci venisse offerta l’occasione. Tanto oramai non si può parlare più di PCI, PSI, DC, PRI, PLI, MSI, PSDI, PSU, PSIUP, Destra Nazionale, UDC, CDU, PDCI, Rifondazione Comunista, Fiamma Tricolore, Sdi, Si, Nuovo PSI, Forza Italia, Udeur, Margherita PDS, DS, Ulivo, Quercia, ed altri cespugli di prima repubblica. Si deve parlare di duopolio, bipolio, bipartitismo, bipolarismo. Di Pdl e PD. I cosiddetti partiti tradizionali, sono desaparecidos. Al loro posto ci sono questi”contenitori”. Le ideologie sono svanite come neve al sole. Socialisti, comunisti, democristiani, liberali, socialdemocratici, missini, repubblicani….C’era una volta! Gli Scopelliti boys, erano tutti là, con la spilla tricolore in bella mostra appuntata sul petto o sull’asola o con la coccarda. 

 
L’arrivo a Melito di Porto Salvo di Giuseppe Scopelliti 

Molti fedelissimi sostavano sul sagrato della chiesa-madre di San Giuseppe, incuranti dei soffioni siberiani che s’infilavano sotto i cappotti, i pastrani ed i tabarri, tappati con folte e lunghe sciarpe di lana, guanti e cappellini. Poi è arrivato lui, Giuseppe Scopelliti. “Peppe” per gli amici. Accolto da un’autentica standing ovation. Un uragano di applausi. Strette di mano, abbracci, saluti e baci, pacche, urletti. Un bagno di folla. Un altro. Intendiamoci, il personaggio è avvezzo a queste manifestazioni. Dismette il giubbotto, indossa in fretta la giacca con cravatta ed occhiali. Si accovaccia ed ascolta in religioso silenzio gli “aperitivi” e gli “antipasti” dei giovani e giovanissimi. Il futuro della politica locale e non solo.

Le videointerviste a Rocco Palermo, sindaco di San Procopio e agli assessori al Comune di Reggio Calabria, Candeloro Imbalzano e Tilde Minasi. Una esclusiva di Melitoonline.IT 

Sotto gli occhi dell’assessorina Tilde Minasi, dell’assessore Candeloro Imbalzano, che vanta una residenza boviciana e si dice vicinissimo alla cosiddetta Area Grecanica. Sotto i flash delle digitali che scattano a getto continuo. In sala ci sono tantissimi personaggi. Avvocati, ingegneri, medici, professori, architetti, VII°, VIII° livello e figure apicali. Consiglieri comunali, assessori, sindacalisti, esponenti delle forze politiche, sociali e culturali. Perfino elementi che hanno votato a sinistra. Non c’è da scandalizzarsi, né da vergognarsi. Sic stantibus rebusa. Ognuno è autorizzato a spostarsi da destra e sinistra e da sinistra a destra. Tranne i big; i capicorrente; i personaggi di peso e di statura, che comunque devono tirare la carretta. E non possono creare sbandamenti. 

Da segretario del Fronte della Gioventù a consigliere comunale, sino a consigliere regionale, assessore regionale, presidente del Consiglio Regionale, sindaco di Reggio Calabria per due legislature consecutive ed ora lancia la sua candidatura a Governatore della Calabria. Da Ciccio Franco a Renato Meduri, Natino Aloi, Raffaele Valenzise, Umberto Pirilli & company. Tanto per nominare i patres della Destra reggina e calabrese. Ma poi ci sono i Gianfranco Fini, i Maurizio Gasparri, gl’Ignazio La Russa, i Giovanni Alemanno e così via. A furia di vorticare con simili personaggi, Giuseppe Scopelliti è diventato un vero leader. Ne ha mutuato il carisma, la retorica, l’ars oratoria e l’eloquenza. In più unisce la freschezza atletica, la prestanza fisica, la resistenza, l’adattamento al sacrificio, il linguaggio moderno ed altre qualità che gli consentono di primeggiare anche a livello nazionale. Indipendentemente dal colore politico e dalle simpatie personali, Giuseppe Scopelliti è sicuramente una risorsa per il territorio. Egli ha dimostrato sul campo di che pasta sia fatto. Un cavallo di razza. Solo chi ha classe da vendere può tagliare, nonostante la (relativamente) giovane età, traguardi così prestigiosi. Non volava mosca dentro la platea. Segno che la gente ascoltava in religioso silenzio. Veramente interessata alle sue filippiche contro Umberto Naccari Carlizzi, che a suo dire, non avrebbe mosso un dito per la città di Reggio Calabria e le sue catilinarie contro Agazio Loiero, che peggio di così, non si può; a parte il ripristino del ticket sulle medicine. Dopo aver scialacquato peggio della cicala, ora ha messo di nuovo le formiche argentine a trottare. Tanti i punti dolenti toccati nel suo excursus. La parte del leone l’ha fatta però il settore della sanità. Punti di criticità, il settore pubblico, ma anche quello privato. Un pozzo di San Patrizio, che ha prosciugato cifre da capogiro del bilancio regionale. Diversamente dall’ex ministro Livia Turco, il prefetto Achille Serra ed i Nas, che volevano chiuderlo, (omunque hanno sequestrato una buona parte) Peppe Scopelliti ritiene che l’ospedale “Tiberio Evoli” non solo non chiuderà i battenti, ma anzi verrà rilanciato. E non è una promessa elettorale. 

Scopelliti ha sganciato dalla sua rampa di lancio semovente, alcuni missili terra-aria della classe Pershing contro i rami secchi. Contro il clientelismo ed i menager incapaci e corrotti. Verranno spazzati via inesorabilmente. Il candidato a Governatore non fa risparmio di munizioni. Il vecchiume, gl’inetti, gl’incapaci, i corrotti verranno mandati a casa. Grande attenzione verrà data alle strade di comunicazione. Per sviluppare il turismo di massa, occorre dare spazio alla viabilità interna ed esterna. Come le bretelle Mortara-Melito, la Melito-Gambarie, la pedemontana Gallico-Gambarie e Campo Calabro-Gambarie e la Bagnara-Bovalino. Poi c’è la questione della statale della morte, come viene soprannominata la famigerata 106. Ma c’è chi sollecita il finanziamento della pedemontana grecanica Reggio Calabria-Montebello-Bagaladi-San Lorenzo-Condofuri-Bova-Palizzi. L’area metropolitana consentirà comunque il decollo socio-economico, politico e culturale di un vasto comprensorio. Uno scorcio panoramico sulla provincia di Reggio Calabria, la più abbandonata, diseredata, boicottata. Scopelliti ha spiegato “perché” bisogna che la gente punti sulla sua coalizione. A partire delle ragioni di ordine pubblico e sicurezza. La lotta alla ‘ndrangheta sarà, uno dei punti saldi del programma. La libertà e la democrazia sono in pericolo. Ha trovato spazio il suo pensiero sull’informazione in Calabria: falsa, tendenziosa e settaria. Spara a zero sempre e comunque contro la sua Giunta e contro la città di Reggio Calabria. Mentre i sondaggi d’opinione affermano il contrario. Ed i fatti (tu leggi opere pubbliche realizzate, mentalità nuova e vincente) anche. Con qualche eccezione che pure c’è. La Calabria, non è solo mafia. Ci sono i punti d’ eccellenza che brillano come la stella polare ma di cui nessuno si occupa. Guarda caso. Il pubblico si è spellato le mani. Segno che ha gradito il discorso di Scopelliti. Il finale è veramente degno di un leader carismatico. Poi il candidato a Governatore, si concede alle foto di gruppo ed al pubblico, che se lo “divora” letteralmente. Ultimi abbracci, strette di mano, pacche, saluti sulla piazza, prima di sparire inghiottito dalla notte. Diretto verso altre riunioni. Una serie interminabile. Forse si recherà anche al Nord Italia. Milano, Torino, Bologna, dove insistono numerose comunità calabresi. Insomma  la campagna elettorale propriamente detta non è ancora cominciata, ma si avverte chiaro il segnale di quel che sarà l’agone. Finora si conosce il nome di un altro solo candidato. Per il terzo nome bisognerà attendere ancora qualche giorno. La Calabria si prepara a scrivere una nuova pagina di politica e si augura che sia l’alba di un nuovo radioso giorno, che sta per nascere. Domenico Salvatore

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