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	<title>Mediterraneonline.IT &#187; Domenico Salvatore</title>
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	<description>Notizie di cronaca, politica, economia e sport con fotografie, immagini e video dall&#039;Italia e dall&#039;estero</description>
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		<title>Se le elezioni presidenziali dell&#8217; Afghanistan non attirano la curiosità di nessuno</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 09:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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		<description><![CDATA[Karzaj od Abdullah, quel disinteresse pericoloso che inquieta Domenico Salvatore Afghanistan quo vadis? I Russi volevano impiantare il comunismo, gli USA la democrazia, Bin Laden un regime teocratico. Ma forse sarebbe meglio chiamarla col suo vero nome, Repubblica Islamica dell’Afghanistan. Un pallido tentativo di democrazia, nel 2004, ha portato alla guida del Paese, Hamid Karzaj, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Karzaj od Abdullah, quel disinteresse pericoloso che inquieta</p>
<p>Domenico Salvatore</p>
<p>Afghanistan quo vadis? I Russi volevano impiantare il comunismo, gli USA la democrazia, Bin Laden un regime teocratico. Ma forse sarebbe meglio chiamarla col suo vero nome, Repubblica Islamica dell’Afghanistan. Un pallido tentativo di democrazia, nel 2004, ha portato alla guida del Paese, Hamid Karzaj, un tempo filo-americano. Protetto e sostenuto dall’amministrazione Bush. Due sono le lingue ufficiali:il Persiano ed il Pashtu. Non interessa solamente agli Stati Uniti saperlo. Forse alla Russia, alla Cina, all’India e qualche altro.</p>
<p>Cosa volete che interessi, amici lettori alla stragrande maggioranza degli altri Paesi. Questo piccolo Paese, incuneato nel Medioriente tra l’Iran, il Pakistan, il Turkmenistan, L’Uzbekistan ed il Tagikistan. Ha il doppio della superficie dell’Italia, ma la metà della popolazione, la capitale è Kabul.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9465" title="afghanistan" src="http://www.melitoonline.it/wp-content/uploads/2009/08/afghanistan-300x244.jpg" alt="afghanistan" width="300" height="244" />Ricordiamo che l’invasione dell’Afghanistan da parte degli Stati Uniti, sia collegata con l’11 settembre del 2001. Giorno, mese ed anno in cui, diciannove terroristi islamici, manovrati dalle fatwa di Osama Bin Laden e da Al Qaida, dirottarono quattro aerei facendoli precipitare sulle torri gemelle, sul Pentagono e sulla Casa Bianca. <strong>Quest’ultimo obiettivo non venne raggiunto per la ribellione dei passeggeri americani che intuito il folle progetto nemico si sacrificarono eroicamente e stoicamente.</strong></p>
<p>Tanto odio verso l’America risiede principalmente nella politica estera americana. A partire dal sostegno ad Israele, nemico giurato degli Arabi. Ma soprattutto l’invasione dell’Iraq, la Guerra del Golfo (Persico), voluta dal presidente degli USA, George Bush senior ( padre) La risposta degli Stati Uniti, fu la dichiarazione di guerra al terrorismo e l’invasione dell’Afghanistan, iniziata il 7 ottobre del 2001, per ribaltare i talebani, che avevano dato ospitalità e sostegno e Bin Laden e ad Al Qaida. L’invasione degli USA, ha un precedente nell’invasione dell’URSS. La vecchia sigla russa, invase l’Afghanistan il 24 dicembre del 1979 e si ritirò il 2 febbraio 1989. Dopo l’insediamento al Kremlino di Mikhail Gorbaciov, giunsero gli accordi di Ginevra ed il ritiro dell’Armata Rossa</p>
<p>Con L’Afghanistan benché laicizzato, anche la Russia aveva avuto il suo Vietnam. L’URSS aveva attuato una riforma agraria che ridistribuiva le terre alle  famiglie contadine, ed anche l&#8217;abrogazione  della decima dovuta dai braccianti ai latifondisti. Inoltre fu abrogata l&#8217;usura, i prezzi dei beni primari furono calmierati, i servizi sociali statalizzati e garantiti a tutti. Venne riconosciuto il diritto di voto alle donne e i sindacati legalizzati. Si svecchiò tutta la legislazione . Gli uomini furono obbligati a tagliarsi la barba, le donne non potevano indossare il burqa, mentre le bambine poterono andare a scuola e non furono più oggetto di scambio economico nei matrimoni combinati. Si avviò anche una campagna di alfabetizzazione e scolarizzazione di massa e nelle aree rurali vennero costruite scuole e cliniche mediche.</p>
<p><strong>I risultati delle elezioni afgane potrebbero cominciare a dare un quadro sufficientemente chiaro entro una settimana.</strong> Dalle prime proiezioni sembra che possa venir fuori un duello fra l’attuale presidente Hamid Karzaj e lo sfidante, l&#8217;ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah. I risultati potrebbero arrivare prima di Natale. Il nuovo presidente degli USA, Barack Obama, ha accusato Karzaj, ben sostenuto a suo tempo da George Bush di essere “distaccato”, se non di aver consegnato il Paese alla corruzione. Intanto c’è un leggero ritorno dei Talebani. Non è escluso che gli USA pensino ad un loro progressivo ritiro dall’Afghanistan. Ma queste elezioni interessano non solo agli USA. Un Paese forte politicamente (un po’ meno economicamente) quale cuscinetto  strategico, a ridosso di Cina ed India interessa un po’ a tutti. Benché Cina ed India non siano per niente interessati all’Islam, a Maometto e ad Allah. Anzi su questo terreno, ci sono stati aspri scontri anche fisici. Gli Indiani sono di religione Indù. I Cinesi sono al 95% Buddisti, Confuciani e Taoisti.. L’economia afgana è tra le più povere del mondo. Domenico Salvatore</p>
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		<title>Villa San Giovanni (RC), un meeting sulle moderne tecnologie nella &#8220;reggia&#8221; di Santa Trada</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 06:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni e Seminari]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1263" title="presidente" src="http://www.melitoonline.it/wp-content/uploads/2009/06/presidente-300x240.jpg" alt="presidente" width="300" height="240" />I camerieri, occhio di lince, passo di pantera, agilità di gazzella portano nèttare ed ambròsia col vassoio di Ebe e Ganimede. Il forte, acquistato da una società privata fu trasformato in un&#8217;elegante struttura turistica. Può ospitare con il suo salone, il Roof Garden e le piazzette, oltre 2000 commensali. Il gioiello della Costa Viola fa da cornice spettacolare alle variegate comitive che giungono per  banchetti, serate di gala, defilé, meetings e congressi. Il re Gioacchino Murat lo elesse a…più bel punto del suo regno. Si è parlato stavolta di un argomento-principe: <strong>Voip e videosorveglianza</strong>. L’informatizzazione delle case, degli uffici, delle aziende di enti,associazioni e società. La tecnologia sempre più sofisticata, efficiente e funzionale</p>
<p><strong>VILLA SAN GIOVANNI (RC) IL MATRIMONIO INDISSOLUBILE &amp; FELICE DI CONVEGNISTICA E GASTRONOMIA: SI SCRIVE SANTA TRADA, SI LEGGE OLIMPO, MA I COMMENSALI SI CHIAMANO…GIOVE, PANTAGRUEL, GARGANTUA E LUCULLO</strong></p>
<p> </p>
<p>Forte di Altafiumara, rivelatosi di importanza capitale per la difesa dalle invasioni di Turchi, Borboni, Inglesi e Francesi. Punto d’importanza strategica per l’osservatorio sullo Stretto. Castello di Altafiumara  o  Forte di Santa Trada?, Era una tra le fortificazioni dell&#8217;antico sistema difensivo del   Tirreno. Sorge come fortezza borbonica sul finire del XVIII secolo  su una delle scogliere a strapiombo sullo Stretto, presso Cannitello (frazione di Villa San Giovanni). Con funzione militare, a difesa dalle incursioni provenienti dal mare. Rappresentava infatti un punto strategico nel controllo dello Stretto di Messina. In tempi di pace la  costruzione da alcuni anni  è stata trasformata in una elegante struttura alberghiera.<br />
Domenico Salvatore<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1259" title="Panorama-da-Altafiumara" src="http://www.melitoonline.it/wp-content/uploads/2009/06/Panorama-da-Altafiumara.jpg" alt="Panorama-da-Altafiumara" width="500" height="332" /></p>
<p>Villa San Giovanni (Reggio Calabria) &#8211; Ma oramai non si può fare a meno del computer. Sta diventando il nostro centro motore. E la computer-mania è scoppiata fragorosamente. <strong>La destrezza nell’uso del computer è il segreto del successo dell’uomo moderno. </strong>Tuttavia bisogna aggiornarsi continuamente. Si vince con il dinamismo, la produzione e l’efficienza. Si perde con la staticità, la sterilità, l’inefficacia. Ci sono i quadri dell’azienda, ma anche i giornalisti, gli operatori. Si vede lontano un miglio che si tratti di un’azienda leader nel settore. Dal luogo scelto per questo meeting. Un angolo di paradiso sotto i piloni gemelli. Di fronte al mito di Scilla &amp; Cariddi. Un posto che profuma di storia patria. Disseminati nei punti strategici hostess e stewards accolgono gentili, premurosi ed accoglienti, l’ospite; e lo mettono da subito a loro agio, fornendo il materiale principale per poter svolgere il lavoro d’informazione con efficacia e fruibilità. Una voluminosa, elegante e ben fornita cartella. Poi ci sono gli accessori:pen drive, cappellini ed altri gadget. <strong>Che differenza con certe conferenze-stampa</strong>, (dove perfino carta e penna te li  devi portare da casa e dove puoi soltanto ascoltare, senza intervenire, né fare domande inopportune ed antipatiche), che offendono la dignità della persona e l’intelligenza del giornalista. Il giorno con la notte. In aula ci sono tutti i mezzi e gli strumenti audiovisivi per lo svolgimento dei lavori in condizioni ottimali. Poi arriva la pausa (ab)buffet. L’occasione giusta per uno scambio di idee e conoscenze sul balcone di Giove padre, nei pressi dell’Olimpo. Pardon dello Stretto di Reggio &amp; Messina.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1261" title="finestra" src="http://www.melitoonline.it/wp-content/uploads/2009/06/finestra-300x199.jpg" alt="finestra" width="300" height="199" />Una visione magica che t’illumina d’immenso.</strong> Sullo sfondo il pennacchio di Vulcano, che giocherellone con la celeste fantasia, dipinge fantasmagoriche figure paradisiache; e si staglia maestoso dietro Punta Milazzo. Le altre sorelle Alicudi, Filicudi, Panarea, Salina e Stromboli, a gara vengono fuori e fanno da cornicie allo spettacolo delle isole Eolie o Lipari. Un luogo sacro, dove va a passare le vacanze Nostro Signore Gesù Cristo, con le sue legioni di angeli, arcangeli, cherubini, serafini, troni, dominazioni, principati, virtù e potestà. Lasciando le chiavi della volta celeste a Simon Pietro, il pescatore di anime. Il forestiero ora sente un’uggiolina sinuosa salire dalle parti molli. E già l’ipotalamo mette in movimento la somatostatina. Scatta anche il sistema difensivo delle isole di Langerhans. Ai blocchi della pista, Pantagruel, Gargantua, Lucullo ed Alessandro Magno  sono pronti a sollevare polvere di tartan. Tutto è pronto per l’(ab) buffet. Si attende solo il pam! Dello starter presidente, direttore, menager e consulente. Nel salone degli arazzi, balcone sullo Stretto di Reggio e Messina, gruppi di stagisti tentano di ripararsi dai morsi della…Mentre il protocollo infame inibisce perfino di guardare quel ben di Dio che fa bella mostra di sé e provocazione irresistibile sulla tavola imbandita. Uno stuolo di Ebe e Ganimede, paludati nei guanti bianchi immacolati e giacchette color neve, conferiscono un tocco di candore alla suite dell’Eden.</p>
<p><strong>Fuori dalla finestra dell’Olimpo</strong>, gabbiani felici sopra noi, potessi volare, volerei…. Fiammelle galeotte, tengono a bagnomaria ripiani di pennette all’amatriciana e laghetti di gnocchi in salsa verde. A bordo pista tracimano vassoi di morbidi anellini di calamari e sgombri fritti al punto giusto, che ti si sciolgono in bocca. Bocconcini e mozzarelline sormontati da pomodori al naturale, fettuccine di melanzane arrostite e radicchio lesso debordano stuzzichevoli.La fatica di catturare un paio di fettucce di ricottine fresche appena tirate dal siero, due cucchiai di calamaretti e vongole in umido, due forchettate di zucchine di giornata. Finiti i convenevoli si passa alla degustazione vera e propria.</p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1262" title="sala" src="http://www.melitoonline.it/wp-content/uploads/2009/06/sala-300x199.jpg" alt="sala" width="300" height="199" />Intorno ai tavoli camerieri gentili ed ospitali pendono dalle tue labbra.</strong> A bocca desidera, devi solo chiedere: vino, acque liscia, gasata o ferrarelle, birra, coca-cola. Poi d’improvviso fa capolino il manager. Ma solo lo spazio d’un cenno gradito. Il silenzio più assordante prende il sopravvento. Ogni tanto le labbra farfugliano, tra un boccone e l’altro, tartagliano e blaterano qualche incomprensibile monosillabo. Finite le dodici fatiche di Ercole, in attesa del digestivo e del caffè, si passa alla fase due. Vassoi di fragoline appena colte, piatti di profitteroles bombardati, tartufini di… Alba, Norcia ed Acqualagna e dolci mignon.</p>
<p>Giunge il momento del commiato. E’ l’ora dello scambio di bigliettini, dei saluti, degli appuntamenti di lavoro, dell’arrivederci. Antonella, Bruna, Luigi ed il direttore guadagnano la brezza che promana dal mare sottostante. Si avverte appena lo sciabordio qua e là di un’onda marina. Sù per le rasole e le caselle dell’orto botanico  sino ai cavalli del Cherokee. Sullo sfondo intanto si staglia maestoso, il promontorio del Sant’Elia palmisano. E Bagnara Calabra, splendida nella sua cornicie principesca,  maestosa sul trono, si gode il titolo di regina della Costa Viola. Santa Trada, in questa storia c’entrano a pieno titolo, Gioacchino Murat, i Borboni  e Garibaldi. Sempre a causa della fortezza, che nel tempo assunse una grande importanza strategica.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1264" title="armatura" src="http://www.melitoonline.it/wp-content/uploads/2009/06/armatura-150x150.jpg" alt="armatura" width="150" height="150" />Una favola da sogno ambientata in un magnifico Parco di 10 ettari, che domina le splendide spiagge della Costa Viola.</strong> La mitologìa spinge a fantasticare. Sulle ali del mito di Scilla e Cariddi Agli ospiti nn è consentito di annoiarsi. E’ impossibile tra passeggiate in un&#8217;area allietata dalle sculture di artisti contemporanei, e le passeggiate all&#8217;interno dell&#8217;orto biologico. Oppure lungo la cosiddetta &#8220;passeggiata delle erbe aromatiche&#8221;. Il Castello di Altafiumara nasce come fortezza borbonica a fine &#8217;700 col toponimo di Forte di Santa Trada. Ebbe prevalentemente funzione militare, e insieme al forte di Torre Cavallo rappresentava infatti un punto strategico nel controllo dello Stretto di Messina. Nel 1860 fu teatro di scontri tra i Borboni e le truppe garibaldine, il cui sbarco avvenne proprio alla foce del torrente S. Trada. Acquistato in seguito da una società privata, fu trasformato in elegante struttura turistica. Dal 2000 è entrato a far parte della Reggio Calabria Hotels. Mediterraneo da scoprire. Calabria da godere.<br />
Domenico Salvatore</p>
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