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	<title>Mediterraneonline.IT &#187; Libri</title>
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	<description>Notizie di cronaca, politica, economia e sport con fotografie, immagini e video dall&#039;Italia e dall&#039;estero</description>
	<lastBuildDate>Sun, 14 Aug 2011 20:55:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>&#8220;Notte di mezza estate&#8221; con la presentazione di &#8220;La vecchia Legnano&#8221; a Spezzano Albanese.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 14:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Italia Massara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Musiche del Maestro Mario Gullo e letture dell&#8217;attore Gerardo Placido SPEZZANO ALBANESE  (Cosenza) – Si terrà il prossimo 14 agosto a Spezzano Albanese un importante appuntamento dedicato alla lettura e ai libri. Infatti, per l&#8217;occasione la Biblioteca comunale “Giuseppe Angelo Nociti” con l&#8217;associazione culturale MeEduSA e con il patrocinio del Comune di Spezzano Albanese -assessorato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_88781" class="wp-caption alignleft" style="width: 200px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/08/Copertina_vecchia_legnano.jpg"><img class="size-medium wp-image-88781" title="Copertina_vecchia_legnano" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/08/Copertina_vecchia_legnano-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Nel corso della serata verrà presentato, davanti la biblioteca comunale spezzanese, il romanzo di Domenico Gullo “La vecchia Legnano”.</p></div>
<p><strong>Musiche del Maestro Mario Gullo e letture dell&#8217;attore Gerardo Placido</strong></p>
<p>SPEZZANO ALBANESE  (Cosenza) – Si terrà il prossimo 14 agosto a Spezzano Albanese un importante appuntamento dedicato alla lettura e ai libri. Infatti, per l&#8217;occasione la Biblioteca comunale “Giuseppe Angelo Nociti” con l&#8217;associazione culturale MeEduSA e con il patrocinio del Comune di Spezzano Albanese -assessorato alla Cultura-, organizza una serata in omaggio al poeta Enzo Agostino dal titolo “Una notte di mezza estate”.</p>
<p>Nel corso della serata verrà presentato, a partire dalle 20.45 davanti la biblioteca comunale spezzanese, il romanzo di Domenico Gullo “La vecchia Legnano”.</p>
<p>L&#8217;opera, edita da Lupo editore, riporta alla luce i ricordi di un bambino che, attraverso i suoi occhi, ha vissuto la sua infanzia nella cittadina arbëreshe.</p>
<p>Qui si intrecciano storie e memorie per mezzo di una narrazione che risulta essere fluida e piacevole, che porta il lettore in una dimensione spazio-temporale in cui luoghi e persone vivevano armoniosamente.</p>
<p>Il dibattito, che sarà moderato dalla vice presidente MeEduSA Daniela Bosco, vedrà l&#8217;introduzione della Direttrice della Biblioteca, Teresina Ciliberti, e della Bibliotecaria, Domenica Milione.</p>
<p>Seguiranno i saluti dell&#8217;assessore comunale alla Cultura, Carolina Luzzi, che apriranno la porta agli interventi di Margherita Curri, promotrice del romanzo, Emanuele Armentano, giornalista e presidente MeEduSA, e del Senatore Cesare Marini, sindaco di San Demetrio Corone.</p>
<div id="attachment_88782" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/08/Con_lamico_Gerardo_Placido.jpg"><img class="size-medium wp-image-88782" title="Con_l'amico_Gerardo_Placido" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/08/Con_lamico_Gerardo_Placido-300x253.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">Lo scrittore Domenico Gullo, autore di “La vecchia Legnano”, con l&#39;attore Gerardo Placido .</p></div>
<p>Il tutto sarà contornato dalle musiche del Maestro Mario Gullo, concertista e docente di chitarra classica presso il conservatorio di Sassari, e dalle letture di Gerardo Placido, noto attore italiano.</p>
<p>A concludere il convegno, realizzato anche con la collaborazione del Comune di San Demetrio Corone, ci sarà l&#8217;autore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel corso della serata la Biblioteca resterà aperta fino alla mezzanotte per eventuali visite.</p>
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		<title>La leggenda dei piccoli passi: Pietro Mennea.</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 13:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Italia Massara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Fiumefreddo Bruzio (Cosenza) il campione ha presentato il suo ultimo libro “L’oro di Mosca” Reggio Calabria, 6 agosto 2011.  Quei 19” 72 del 12 settembre del 1979, a Città del Messico, permisero a Pietro Mennea di battere anche la storia ed entrare nella leggenda. Per ben 17 anni quel record sui 200 metri piani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_88640" class="wp-caption alignleft" style="width: 284px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/08/Mennea.jpg"><img class="size-full wp-image-88640" title="Mennea" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/08/Mennea.jpg" alt="" width="274" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">Pietro Mennea</p></div>
<p><strong>A Fiumefreddo Bruzio (Cosenza) il campione ha presentato il suo ultimo libro “L’oro di Mosca”</strong></p>
<p>Reggio Calabria, 6 agosto 2011.  Quei 19” 72 del 12 settembre del 1979, a Città del Messico, permisero a Pietro Mennea di battere anche la storia ed entrare nella leggenda. Per ben 17 anni quel record sui 200 metri piani rimase irraggiungibile. Nell’immaginario collettivo e tra i modi di dire italiani, essere come Mennea sta a significare essere i più veloci. Dal 2006, il campione insieme alla moglie Manuela Olivieri, ha dato vita alla Onlus, “Fondazione Pietro Mennea” per garantire assistenza sociale ad enti caritatevoli, di ricerca medico-scientifica, associazioni culturali e sportive. Gli scopi sono molteplici, di carattere culturale e sportivo, tesi a diffondere lo sport ed i suoi valori promuovendo la lotta al doping. Nel centro storico di Fiumefreddo Bruzio, a Cosenza, la “Freccia del Sud”, come venne soprannominato, oggi avvocato con quattro lauree (lettere, scienze politiche, scienze dell’educazione motoria e giurisprudenza), ha presentato il suo ultimo libro “L’oro di Mosca”, scritto in occasione del trentennale del suo primato olimpico conquistato allo stadio “Lenin” dell’ex capitale sovietica (8 luglio 1980). Nel libro, il campione racconta in prima persona il percorso affrontato come uomo e come atleta per raggiungere la più grande affermazione della sua indimenticabile carriera. “Ho partecipato a ben cinque olimpiadi e per un velocista rappresenta un altro record” ha ricordato Mennea. “Quello di Mosca, però – ha detto – è stato un traguardo desiderato e voluto con grande forza ed ottenuto con rabbia e determinazione”. Alla presentazione, avvenuta durante l’incontro dal tema “Salute e legalità nello sport”, organizzato dalle sezioni dell’Unione veterani dello sport (UNVS) di Lamezia Terme e Fiumefreddo, erano presenti il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, il giudice Romano De Grazia e per l’Unvs il vicepresidente nazionale, Gianni Bagaglia, il delegato regionale, Domenico Pastorino ed il consigliere nazionale e presidente provinciale reggino, Nino Costantino. “Non sono nato predestinato, – ha dichiarato Mennea – ho costruito tutto a piccoli passi ma con grande impegno”. “Quando incontrai Cassius Clay – ha detto – mi presentarono come l’uomo più veloce del mondo. Egli mi disse ma non sei nero? Gli risposi che dentro ero più nero di lui. Ciò per dire che, in tutti i settori della vita sociale, se non fai costantemente sacrifici, non ottieni nulla. Altro che genetica. La superficialità non conduce a nulla: questo mi ha insegnato lo sport”. Mennea, impegnato nella lotta al doping a 360°, dal Parlamento Europeo fino alle scuole, a contatto con i ragazzi, consiglia ai giovani di mettersi continuamente in discussione: “buttatevi, dico sempre, ma preparatevi. Provate e riprovate che otterrete sempre qualcosa”. “Oggi – ha continuato – nello sport si insegna che se non vinci non sei nessuno. Vincere è importante ma non fondamentale. Non sono mai sceso a compromessi per ottenere un risultato, non ho mai svenduto la mia persona perché ci sono valori che non hanno prezzo e fanno da guida in qualsiasi campo: onore, rispetto delle regole e dell’avversario, lealtà ed onestà. Oggi, purtroppo, viviamo in un mondo di scorciatoie. Vincere nella vita è la cosa più difficile. Occorre allenarsi bene, costruirsi una base solida per raggiungere risultati sempre più prestigiosi. Chi si prepara bene acquisisce più sicurezza di sé”. Il giudice Romano De Grazia è intervenuto ribadendo che la vera piaga dello sport è il doping. A tal proposito, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, ha proposto di indire prossimamente in Calabria un convegno sul tema che coinvolgerebbe Mennea, De Grazia ed il giudice Raffaele Guariniello, grande esperto in materia. La piena disponibilità di Pietro Mennea di collaborare al progetto permetterebbe di rivedere il campione nuovamente in Calabria già dal prossimo autunno. “Pietro Mennea è un esempio di vita – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria – che i giovani dovrebbero prendere in considerazione, oggi più che mai. Attraverso le scorciatoie, come lui stesso ha evidenziato, puoi vincere una gara, due, ma non diventare un campione, nello sport come nella vita. Il doping, l’illecito sportivo, la disonestà alla lunga non pagano”. “In Calabria – ha detto Praticò – la realtà sociale da questo punto di vista, purtroppo, è ancora più critica. Molti giovani vivono alla giornata, con poche prospettive, attratti da guadagni facili ottenuti con pochi sforzi. L’illegalità, la malavita, unita ad una scarsa cultura, spesso smarriscono i ragazzi su sentieri senza via d’uscita, senza ritorno. Le cause di questo degrado sociale sono dovute in gran parte alla scarsa assistenza istituzionale, alla mancanza di punti di riferimento ed anche alla scarsa possibilità di lavoro, certo. Attraverso lo sport, nel nostro territorio, si potrebbe fare tanto per migliorare il futuro dei giovani. Approfittando del coinvolgimento emotivo che scaturisce dalla pratica sportiva, si possono trasmettere loro valori che si stanno sempre più perdendo. Educhiamo, dunque, i ragazzi allo sport ed in questo percorso la collaborazione del mondo della scuola, che potrebbe essere più aperta nei confronti del mondo sportivo, diventerebbe fondamentale. Inoltre, investendo sullo sport, si creerebbero nuovi posti di lavoro ed un indotto turistico non indifferente”.</p>
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		<title>Il 3 agosto l&#8217;uscita del libro di Giuseppe Falcomatà: La vendetta immobile</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 12:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensate sia facile individuare il momento esatto in cui viene compiuto un omicidio? Reggio Calabria 29 luglio 2011 &#8211; Alcuni diranno che si tratta del momento in cui il proiettile viene sparato dalla pistola; altri, invece, diranno che avviene quando si  concretizza il movente; altri ancora, infine, sosterranno che l’omicidio si compie quando la vittima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/La-vendetta-immobile.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-88029" title="La vendetta immobile" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/La-vendetta-immobile-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Pensate sia facile individuare il momento esatto in cui viene compiuto un omicidio?</strong><br />
Reggio Calabria 29 luglio 2011 &#8211; Alcuni diranno che si tratta del momento in cui il proiettile viene sparato dalla pistola; altri, invece, diranno che avviene quando si  concretizza il movente; altri ancora, infine, sosterranno che l’omicidio si compie quando la vittima smette di respirare.</p>
<div id="attachment_88030" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Giuseppe-Falcomat%C3%A0.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-88030" title="Giuseppe Falcomatà" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Giuseppe-Falcomat%C3%A0-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Giuseppe Falcomatà</p></div>
<p>Oppure ha inizio molto prima, quando un bambino ingoia più dolore che amore, si nutre più di odio che di piacere, tanto da esserne  cambiato per sempre.<br />
Riccardo è un professore di Storia al King&#8217;s College di Londra. Un&#8217;angoscia misteriosa lo tormenta e lo costringe a tornare a casa, in una città del Sud Italia, da dove è andato via molti anni prima. <strong>Dovrà fare i conti con il suo passato</strong>, con fantasmi che credeva sepolti per sempre, e soprattutto con una città che si è presa la parte più importante della sua vita: suo padre.</p>
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
<td height="16">Pagine: 256</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#f3f3f3" height="16">Anno: 2011</td>
</tr>
<tr>
<td height="16">ISBN: 978-88-7351-452-7</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#f3f3f3" height="16">Prezzo: € 14,00</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>&#8220;Itinerari Mediterranei&#8221;. L’ultimo libro del Professore  Enrico Costa.</title>
		<link>http://www.mediterraneonline.it/2011/07/23/itinerari-mediterranei-l%e2%80%99ultimo-libro-del-professore-enrico-costa/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 14:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Italia Massara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Professore dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria.]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos’è Itinerari mediterranei? Perché simboli e immaginario, fra mari isole e porti, città e paesaggi, ebrei cristiani e musulmani? Reggio Calabria 23 luglio 2011. È in libreria “Itinerari Mediterranei. Simboli e immaginario, fra mari isole e porti, città e paesaggi, ebrei cristiani e musulmani nel Decameron di Giovanni Boccaccio”, l’ultimo libro di Enrico Costa, Professore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_87610" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/ITINERARI-MEDITERRANEI-COSTA-cop2.jpg"><img class="size-medium wp-image-87610" title="Layout 1" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/ITINERARI-MEDITERRANEI-COSTA-cop2-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Itinerari Mediterranei&quot;.L’ultimo libro del Professore Enrico Costa.</p></div>
<p><strong>Cos’è Itinerari mediterranei? Perché simboli e immaginario, fra mari isole e porti, città e paesaggi, ebrei cristiani e musulmani?</strong></p>
<p>Reggio Calabria 23 luglio 2011. È in libreria “Itinerari Mediterranei. Simboli e immaginario, fra mari isole e porti, città e paesaggi, ebrei cristiani e musulmani nel Decameron di Giovanni Boccaccio”, l’ultimo libro di Enrico Costa, Professore dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria. Editore è la dinamica “Città del Sole”.<br />
Secondo Enrico Costa, “la società mercantile del Trecento è paragonabile a una società multietnica e multiculturale fortemente integrata, oggi diremmo globalizzata. Proprio allora il globo cominciava a superare i limiti del mare Mediterraneo, inglobando tutto ciò che ne circondava il bacino, che ne rimaneva centrale, dal nord Africa al sud Europa fino al nord europeo, e dal Medio oriente fino all’Estremo oriente, e la società mercantile, anticipatrice del mondo globalizzato, trova in Giovanni Boccaccio e nel suo Decameron la massima espressione letteraria, quasi a rappresentare un momento di svolta, una cerniera, fra Medio Evo e Rinascimento. Anticipandone molti dei caratteri di modernità, la lettura del Decameron è tuttora di grande presa e avvince il lettore pur alle prese con le difficoltà dell’italiano trecentesco”.<br />
Cos’è Itinerari mediterranei? Perché simboli e immaginario, fra mari isole e porti, città e paesaggi, ebrei cristiani e musulmani?<br />
Perché seguire gli itinerari di Boccaccio e non di Ulisse o Enea, viaggiatori mediterranei? È una descrizione del Mediterraneo da architetto o da ingegnere, da urbanista o da paesaggista? Un libro di viaggi o un saggio geografico?<br />
Una vulgata o un saggio critico sulla letteratura trecentesca? Un saggio sul Boccaccio laico, fustigatore dei costumi della Chiesa, ma rispettoso di valori religiosi più profondi?<br />
Una riflessione sul cinema che dal Decameron ha preso origine o un saggio iconografico? Un saggio sociologico o antropologico?<br />
Un romanzo? Un’autobiografia? Una raccolta di memorie? Un curriculum ragionato? Un autoritratto? Un percorso intellettuale?<br />
Niente di tutto ciò preso separatamente: Itinerari mediterranei è una Contaminatio tenuta assieme da una voglia di guardare il reale con occhi partecipi, e di narrarlo con voce non alterata dalla separatezza di saperi e culture.</p>
<div id="attachment_87611" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Enrico-Costa-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-87611" title="Enrico Costa 2" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Enrico-Costa-2-300x248.jpg" alt="" width="300" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">Enrico Costa, Professore dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria.</p></div>
<p>“Itinerari Mediterranei” di Enrico Costa inaugura i “Quaderni di DeU” – che si affiancano, integrandola, alla Collana “DeUrbanistica”, espressione di un sapere disciplinare compendio etico di giustizia e legalità, estetica e funzionalità, che si adatta alla metamorfosi sociale, politica, economica e culturale del territorio – e vogliono essere strumenti di confine, basati sulle contaminazioni culturali, che coprono spazi interstiziali fra discipline e saperi diversi legati a città, ambiente, territorio e paesaggio, per meglio comprendere la dimensione culturale dell’Urbanistica.<br />
Basta il sapere tecnico a urbanisti, paesaggisti, architetti e ingegneri, mai rapiti da descrizioni di paesaggi e città ben diverse dalle loro analisi, come “Vi ravviso o luoghi ameni”, o “Sola, abbandonata, in questo popoloso deserto che appellano Parigi”, o anche “O tu Palermo, terra adorata” e “Addio fiorito asil” dell’opera italiana, da Bellini a Verdi a Puccini? Comprende l’atmosfera dello stretto fra Reggio e Messina chi ignora Antonello e il San Francesco da Paola cammina sulle acque di Liszt, non conosce il rapporto con la natura nella musica di Vivaldi e nel paesaggismo veneto, né il romanticismo di Weber e Wagner col suo senso della natura? Si può capire la città moderna senza i suoni inseriti da Gershwin in Rhapsody in Blue e An American in Paris, o ignorando La città morta di Korngold, il jazz e le dissonanze del secolo breve?<br />
Può chi si occupa di Urbanistica, e di tutto ciò che circonda la disciplina, ignorare il rapporto cinema città, può non aver mai visto Metropolis, né Mani sulla Città, o recarsi a New York senza ricercare i luoghi del cinema di Woody Allen o addirittura ignorare il così detto “Teatro Urbano”, dal dramma attico del quinto secolo aC a Brecht?<br />
È giusto e possibile progettare uno spazio urbano senza avere ben presente le città medievali di Giotto e Fra’ Angelico, la quattrocentesca Città ideale di Piero della Francesca, gli spazi rinascimentali della Consegna delle chiavi a Pietro del Perugino, o dello Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Venezia del Canaletto, ignorando Sant’Elia e La città che sale di Boccioni, o le descrizioni letterarie di città, dalla Gerusalemme Celeste dell’Apocalisse alla letteratura contemporanea, passando per Boccaccio?</p>
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		<title>La Divina Commedia in dialetto calabrese, &#8216;U mpernu&#8217; usci&#8217; nel &#8217;69.</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 14:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Italia Massara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicata postuma da familiari,l&#8217;opera completa, tradotta dal medico dentista, Salvatore Macri&#8217; con le altre due cantiche, &#8216;U purgatorio&#8217; e &#8216;U paradisu&#8217;. CATANZARO 9 luglio 2011 &#8211; E&#8217; in distribuzione l&#8217;opera completa &#8220;La Divina Commedia in vernacolo calabrese&#8221; di Salvatore Macri&#8217;. Macri&#8217;, dentista, scomparso da qualche anno, ha reso in vernacolo la Commedia, rispettando endecasillabi, terzine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_86587" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/dante.jpg"><img class="size-medium wp-image-86587" title="dante" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/dante-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" /></a><p class="wp-caption-text">E&#39; in distribuzione l&#39;opera completa &quot;La Divina Commedia in vernacolo calabrese&quot; di Salvatore Macri&#39;.</p></div>
<p><strong>Pubblicata postuma da familiari,l&#8217;opera completa, tradotta dal medico dentista, Salvatore Macri&#8217; con le altre due cantiche, &#8216;U purgatorio&#8217; e &#8216;U paradisu&#8217;.</strong></p>
<p>CATANZARO 9 luglio 2011 &#8211; E&#8217; in distribuzione l&#8217;opera completa &#8220;La Divina Commedia in vernacolo calabrese&#8221; di Salvatore Macri&#8217;. Macri&#8217;, dentista, scomparso da qualche anno, ha reso in vernacolo la Commedia, rispettando endecasillabi, terzine, canti, personaggi e vicende, rendendola, in tal modo, una produzione curata anche dal punto di vista estetico e metrico.</p>
<p>Il primo volume &#8216;U mpernu&#8217; usci&#8217; nel &#8217;69 mentre le altre due cantiche, &#8216;U purgatorio&#8217; e &#8216;U paradisu&#8217;, sono state pubblicate postume a cura della moglie Rosa Cardamone e del figlio di Macri&#8217;, Francesco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_86588" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/divinacommedia.jpg"><img class="size-medium wp-image-86588" title="divinacommedia" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/divinacommedia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Pubblicata postuma da familiari,l&#39;opera completa, tradotta dal medico dentista, Salvatore Macri&#39; con le altre due cantiche, &#39;U purgatorio&#39; e &#39;U paradisu&#39;.&#39;U mpernu&#39; usci&#39; nel &#39;69.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ritorna nelle librerie per la Giunti editore l&#8217;edizione aggiornata e ampliata del best seller di Maria Luisa Brandi &#8220;L&#8217;osteoporosi non ce la voglio avere&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 19:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miremma Demarchis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Firenze 8 luglio 2011. Dalla attività fisica, alle terapie, alla buona cucina ecco tutto quanto occorre sapere per prevenire, trattare e sconfiggere l&#8217;osteoporosi, la malattia più diffusa a livello di ossa. Rinnovato, aggiornato e arricchito è tornato nelle librerie per la Giunti editori il best seller della salute, 50 mila copie vendute e da tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Osteoporosi-libro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-86513" title="Osteoporosi-libro" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Osteoporosi-libro.jpg" alt="" width="200" height="287" /></a>Firenze 8 luglio 2011. Dalla attività fisica, alle terapie, alla buona cucina ecco tutto quanto occorre sapere per prevenire, trattare e sconfiggere l&#8217;osteoporosi, la malattia più diffusa a livello di ossa. Rinnovato, aggiornato e arricchito è tornato nelle librerie per la Giunti editori il best seller della salute, 50 mila copie vendute e da tempo esaurite. Si tratta “dell&#8217;osteoporosi non ce la voglio avere”(pagine 224, euro 18) scritto dalle celebre endocrinologa Maria Luisa Brandi, ricercatrice di fama internazionale, docente dell&#8217;Universitaria di Firenze e presidente della Fondazione scientifica F.I.R.M.O. Raffaella Becagli.</p>
<p><strong>Il libro è un fondamentale concentrato di consigli,</strong> facili da leggere e perfino divertente, ricco di informazioni, illustrazioni e curiosità . Un documento prezioso per prevenire, trattare e sconfiggere un problema che affligge cinque milioni di italiani, in particolare una donna su tre e un uomo su cinque. La professoressa Brandi abbatte infatti i tanti pregiudizi che ancora inquinano l&#8217;argomento e spiega come prendersi cura delle ossa grazie a stili di vita corretti, ad una sana alimentazione ed a giuste terapie. Dall&#8217;infanzia alla terza età, con particolare attenzione a fasi cruciali come la gravidanza e la menopausa prevenire e battere l&#8217;osteoporosi è possibile. Bisogna fare molta attenzione ai vari fattori di rischi; no al fumo e all&#8217;alcol, si all&#8217;attività fisica soprattutto all&#8217;aria aperta. Ma  la salute delle ossa è però affidata in gran parte alla borsa della spesa (attenzione agli acquisti) e alla tavola. Il libro contiene anche un ampio e sfizioso ricettario curato dalla schef de cuisine Carla Marchetti. Tanti piatti intelligenti con il doppio scopo di nutrire debitamente le nostre ossa e di celebrare i piaceri del palato. Sotto questo profilo si tratta del più ghiotto libro di medicina mai dato alle stampe ed è dedicato soprattutto alle donne in quanto vittime privilegiate della malattia ed in quanto moglie e madri che sovrintendono all&#8217;alimentazione familiare. La lotta all&#8217;osteoporosi e la prevenzione sono decisive per la sopravvivenza del servizio sanitario . “Abbiamo già milioni di pazienti”, spiega la professoressa Brandi, “e con la popolazione che inviecchia ne avremo molti di più. L&#8217;osteoporosi si può tenere lontana e si può vincere. Ma senza una capillare opera di informazione e prevenzione andremo incontro a costi terapeutici enormi che nessun sistema sanitario si potrà permettere. Se la politica e le istituzioni non intervengono per tempo, presto potranno curarsi soltanto i ricchi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Miremma Demarchis</p>
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		<title>Convegno di legalità a Sant&#8217;Alessio in Aspromonte (RC), con la presentazione del libro, &#8220;La giustizia è una cosa seria&#8221; del procuratore Gratteri.</title>
		<link>http://www.mediterraneonline.it/2011/07/03/convegno-di-legalita-a-santalessio-in-aspromonte-rc-con-la-presentazione-del-libro-la-giustizia-e-una-cosa-seria-del-procuratore-gratteri/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 14:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Italia Massara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri]]></category>

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		<description><![CDATA[Sant&#8217;Alessio in Aspromonte (Reggio Calabria) 3 luglio 2011. Domenica 10 luglio alle ore 18,00 l&#8217;Associazione di Volontariato &#8220;Don Bosco&#8221; organizza un Convegno sulla legalità presso il Centro Didattico &#8220;Antico Frantoio Calabrò&#8221; a Sant&#8217;Alessio in Aspromonte (Rc). Durante l&#8217;evento, ci sarà la presentazione del libro &#8220;La giustizia è una cosa seria&#8221; del procuratore aggiunto di Reggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_86136" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Nicola-Gratteri-300x199.jpg"><img class="size-full wp-image-86136" title="Nicola-Gratteri-300x199" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Nicola-Gratteri-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri.</p></div>
<p>Sant&#8217;Alessio in Aspromonte (Reggio Calabria) 3 luglio 2011. Domenica 10 luglio alle ore 18,00 l&#8217;Associazione di Volontariato &#8220;Don Bosco&#8221; organizza un Convegno sulla legalità presso il Centro Didattico &#8220;Antico Frantoio Calabrò&#8221; a Sant&#8217;Alessio in Aspromonte (Rc). Durante l&#8217;evento, ci sarà la presentazione del libro &#8220;La giustizia è una cosa seria&#8221; del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, presente all&#8217;incontro.</p>
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		<title>Inganno padano. La vera storia della Lega Nord.</title>
		<link>http://www.mediterraneonline.it/2011/06/25/inganno-padano-la-vera-storia-della-lega-nord/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 14:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>

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		<description><![CDATA[“Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Lega Nord, e che nessuno vi ha mai racconto, adesso ve lo svelano, con un libro, due giornalisti siciliani” di Chiara Pane Recensione del volume di Fabio Bonasera e Davide Romano, “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord”, Edizioni La Zisa, pp. 176, euro 14,90, 2a ristampa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Lega Nord, e che nessuno vi ha mai racconto, adesso ve lo svelano, con un libro, due giornalisti siciliani” di <strong>Chiara Pane</strong></p>
<p>Recensione del volume di <strong>Fabio Bonasera e Davide Romano</strong>, “<em>Inganno padano. La vera storia della Lega Nord</em>”, Edizioni La Zisa, pp. 176, euro 14,90, 2a ristampa</p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_85544" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/bonas_romano_inganno-padano.jpg"><img class="size-medium wp-image-85544" title="La copertina di &quot;Inganno padano. La vera storia della Lega Nord&quot;, edito da La Zisa" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/bonas_romano_inganno-padano-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina di &quot;Inganno padano. La vera storia della Lega Nord&quot;, edito da La Zisa</p></div>
<p>Negli ultimi anni la Lega Nord ha registrato una considerevole crescita dei consensi,</strong> spopolando nelle varie tornate elettorali e arrivando persino a essere il primo partito in regioni come il Veneto, dove il 35 per cento dei votanti ha scelto il verde Sole delle Alpi, che, al momento, pare non temere eclissi. La vetrina del partito fondato dal Senatùr è variopinta: tutti ne conoscono i protagonisti quasi mai moderati, gli slogan chiassosi, le idee portanti e la simbologia eccessiva, che campeggiano su giornali, tv e siti internet. Ma quali sono le sue zone d’ombra? Quali le dinamiche non proprio cristalline, i paradossi torbidi, i retroscena talvolta inquietanti di chi da anni è ormai saldamente strutturato alla guida del paese? Da questi interrogativi nasce Inganno padano. La vera storia della Lega Nord, di Fabio Bonasera e Davide Romano (La Zisa, 176 pagine, 14,90 euro). Secondo la tesi degli autori, entrambi giornalisti, non si tratta sic et simpliciter dell’ennesimo esempio di politica italiana che non brilla per coerenza, virtù e integrità morale. Nel caso della Lega Nord la questione è più complessa, e merita pertanto di essere sviscerata e analizzata a fondo.</p>
<p><strong>Partendo dalla preziosa prefazione di Furio Colombo </strong>– che centra immediatamente uno dei grandi e attuali paradossi italiani, “Un partito secessionista al governo è un fatto unico” – il libro si serve di documenti e interviste per ricostruire la storia del Caroccio, dagli inizi fino ai giorni nostri. Illuminanti le testimonianze di chi nella Lega ha militato per anni, riconoscendosi negli ideali e nei programmi sbandierati dal primo Bossi, per poi restare inevitabilmente deluso dalle contraddizioni e dal tradimento sistematico di tutti quei valori di cui all’inizio il partito si fregiava. Le parole di Gianfranco Biolzi, Fabrizio Comencini ed Ettore Beggiato – tutti “delusi” ex leghisti, cacciati o allontanatisi volontariamente – svelano molti aspetti del grande inganno, alla base del quale  c’è lo strano status del partito, e cioè quello di essere al contempo Lega di lotta e Lega di governo, Lega che urla “Roma ladrona” e che allo stesso tempo siede gli scranni del Parlamento, percependo per questo più che lauti stipendi e godendo di tutti i privilegi che derivano dalla diretta gestione del potere. Quella Lega il cui leader, Umberto Bossi, offende più volte pubblicamente il tricolore – e per questo viene condannato per reato di vilipendio alla bandiera italiana –, ideologizza i propri programmi nel fantomatico tormentone della secessione e malgrado ciò dal ’94 giura fedeltà alla Costituzione e alla Repubblica italiana, che, vale la pena di ricordarlo, è una e indivisibile.</p>
<p><strong>A ogni pagina si scopre un passo della danza trasformista della Lega</strong>, che con toni eclatanti, propri del suo stile, attraversa obliquamente lo scenario politico, afferma di tutto e dopo un secondo fa l’esatto contrario, lancia accuse violente agli stessi personaggi politici con cui stringe coalizioni necessarie. Come nel caso del controverso rapporto con Berlusconi, prima alleato durante il primo governo nel ’94, in seguito vittima del celebre ribaltone – cui seguono le accuse di collusione con la mafia dalle pagine del quotidiano La Padania, – e infine nuovamente alleato, non certo per affinità ideologiche e di programmi, quanto per la solita, imperante logica del do ut des: Bossi assicura l’appoggio del suo partito e Berlusconi ripiana i debiti di una Lega, è il caso di dirlo, al verde, che vede minacciata la sopravvivenza dei propri media (giornali, tv, radio e affini) e non può permettersi l’acquisto di alcuni prestigiosi palazzi da utilizzare come sedi di partito. Il tempo per restituirsi i favori, poi, c’è sempre: nel 1998 la Lega vota compatta contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di Cesare Previti – tradendo così anni di politica giustizialista – e in seguito Forza Italia ricambia votando contro l’autorizzazione a procedere per il Senatùr, cui viene contestato il reato di istigazione a delinquere per affermazioni contro An durante un comizio. Le dinamiche permangono uguali tuttora, in nome di un potere che, bene o male, permette di accontentare tutti: e così se Bossi fa la voce grossa, il Cavaliere apporta qualche modifica ai programmi per non urtarlo troppo e assicurarsi così il sostegno soprattutto in fatto di temi legati alla giustizia, e i leghisti dal canto loro, sebbene dalle valli padane annuncino battaglie a periodi alterni, una volta giunti a Roma accettano parecchi compromessi per portare a casa il tanto declamato federalismo.</p>
<p><strong>Nell’accurata ricostruzione dei due autori siciliani, quindi, il partito delle Camicie Verdi ha assunto tutte le brutture e i vizi che contestava alla Prima Repubblica</strong>. In fatto di nepotismo, ad esempio, i leghisti non sono secondi a nessuno, sebbene inizialmente si proclamassero rivoluzionari (non va dimenticato che Bossi viene politicamente svezzato dal Partito di unità proletaria per il comunismo, mentre Maroni esordisce da “compagno” nelle file di Democrazia Proletaria) rispetto a certe logiche. Dunque, eccolo lì, il Trota, bocciato all’esame di maturità per ben tre volte: il curioso caso di un genio incompreso da tutti tranne che da papà Umberto. Il quale, invece di procurare al figlio dei libri semplici, “ad usum Troti” insomma, fa ricorso al Tar e lancia una campagna di demonizzazione contro gli insegnanti del Sud, colpevoli di martoriare gli studenti del Nord, dimenticando per un attimo di essere sposato con Manuela Marrone, maestra di origini siciliane. Il talento (ben nascosto) di Renzo Bossi viene infine premiato, e il Trota a 21 anni e 6 mesi diventa il più giovane consigliere regionale mai eletto in Lombardia: un incarico prestigioso e ben remunerato, degno del curriculum dell’ultimo arrivato a bordo del Carroccio. Ma anche il resto della dinastia Bossi si è istituzionalizzata: Franco e Riccardo Bossi, fratello e figlio primogenito del Senatùr, sono portaborse rispettivamente degli europarlamentari leghisti Matteo Salvini e Francesco Speroni, con uno stipendio che si aggira attorno ai dodicimila euro. Infine, per citare un ulteriore caso di clientelismo leghista, già certificato da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo ne La Casta, e approfondito da Bonasera e Romano, va segnalato lo scambio di coppia – professionale, s’intende – operato nel 2001 da Maurizio Balocchi e Edouard Ballaman, all’epoca rispettivamente sottosegretario agli Interni e questore della Camera. I due, infatti, ordiscono un giochetto familiare semplice: il primo, Balocchi, coopta come collaboratrice Tiziana Vivian, ai tempi moglie di Ballaman, mentre quest’ultimo dopo pochi giorni assume a Montecitorio Laura Pace, compagna di Balocchi. Mogli e buoi…</p>
<p><strong>L’impalcatura dell’inganno padano,</strong> come si evince dal volume, è complessa e ben costruita, frutto di un paziente e lungo lavoro da parte di tutti i membri. Gli intenti moralizzatori dei bossiani che additavano gli sprechi di “Roma ladrona” e accusavano gli altri di usare impropriamente il denaro pubblico per assecondare interessi, privilegi e vezzi propri, crollano impietosamente di fronte a quanto documentato nelle pagine del libro, dove vengono sciorinati esempi di “Quello che un leghista coerente non dovrebbe fare”. Così apprendiamo che è buona abitudine da parte di parecchi neosindaci della Lega (ne sono un esempio quelli di San Donà di Piave, Asolo, Bussolengo e Cornuda) aumentarsi o addirittura raddoppiarsi lo stipendio non appena s’insedia la propria giunta. Per non parlare della passione per il vetro di Murano coltivata da Francesca Zaccariotto, presidente della provincia di Venezia e sindaco di San Donà di Piave, passione che la spinge a spendere 27mila euro versati dai contribuenti per due lampadari da piazzare nelle sue due sedi di lavoro. E anche quando i propositi sono buoni, i risultati hanno risvolti grotteschi: il già citato Ballaman, presidente del consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, nell’aprile 2010 adotta l’oculata decisione di rinunciare all’auto blu e all’autista, facendo risparmiare, all’apparenza, un po’ di denaro pubblico. Tuttavia, la Regione non solo gli elargisce 1.740 euro al mese per il noleggio di un’auto privata, ma riserva un rimborso di 3.210 euro mensili a tutti i consiglieri provinciali privi di autista. Peccato, le premesse per dare un buon esempio c’erano tutte. Ma, come sostengono i due autori, “La verità è che i tagli, alla Lega Nord, piacciono quando non riguardano il proprio portafogli”, e difatti, in barba alla crisi economica in cui versa il nostro Paese, Bossi e i suoi appoggiano la creazione di un quarto ministero per il federalismo – oltre a quello delle Riforme per il federalismo di Bossi, della Semplificazione normativa di Calderoli e degli Affari regionali di Fitto –, da affidare ad Aldo Brancher, che il 18 giugno 2010 diventa ministro per l’Attuazione del federalismo. Due giorni dopo, il 20 giugno, il Senatùr dal palco del raduno di Pontida precisa: “C’è un solo ministro per il federalismo e sono io”. Evidentemente, quello dei leghisti è solo un modo per combattere attivamente la disoccupazione.</p>
<p>E a proposito di federalismo, ancora una volta accorta e caustica è la critica degli autori, i quali, oltre ad analizzare la retorica che ruota intorno al più ambito obbiettivo dei leghisti protetti dall’ala del Cavaliere, analizzano i motivi per cui negli ultimi dieci anni, sette dei quali al governo, non si sia arrivati ad attuare quello che un tempo veniva chiamato devolution. Emerge dall’inchiesta che si tratta di un meccanismo estremamente complesso e delicato da far funzionare, peraltro con venti Regioni all’appello e, soprattutto, con una copertura finanziaria assolutamente inadeguata. E anche se Bossi tutto questo lo sa benissimo, il suo atteggiamento pubblico è quello di far credere che le colpe e le inefficienze sono sempre altrui: tale stasi perpetua la legittimazione del ruolo della Lega in seno alla politica italiana e permette al Senatùr di avere sempre l’ultima parola su tutto. Con buona pace degli elettori fedeli e federalisti.</p>
<p>Molti altri sono i temi trattati nel volume, che registra una seconda ristampa dopo appena una settimana dalla pubblicazione. La fenomenologia leghista riserva lati oscuri e scheletri nell’armadio volutamente taciuti in nome di una discontinua moderazione che si confà a un partito al governo. Nulla sfugge ai due navigati giornalisti: la pericolosa persecuzione dell’alterità – l’infestante slogan “tolleranza zero” ne è la quintessenza – che si declina nella xenofobia, nell’omofobia, nell’antimeridionalismo e nella lotta all’immigrazione, con la conseguente e non troppo velata convinzione che la “razza padana” sia la migliore; l’allarmante vicinanza di alcuni esponenti leghisti con il movimento lefebvriano che, com’è noto, è risoluto negazionista della Shoa; la simpatia di soggetti come Mario Borghezio nei confronti di vari gruppi dell’estrema destra extraparlamentare europea in odor di fascismi; l’imbarazzante pochezza politica di certuni, come Roberto Calderoli – l’uomo dal guardaroba irrispettoso che afferma “Sì ai campanili, no ai minareti” –, che il 15 marzo 2006 su Canale 5 senza mezzi termini definisce una “porcata” la legge elettorale da lui stesso firmata; le innumerevoli uscite infelici di Bossi e dei suoi accoliti durante le carnascialesche manifestazioni leghiste, in cui tanti, troppi di questi individui appaiono come la caricatura d’un cancro politico. Eppure ci governano e intascano i nostri soldi: il bel Paese è anche questo. Per ciò è importante leggere Inganno padano, un prezioso e dettagliato documento molto più che dietrologo sulla Lega Nord, che ne svela aspetti ignoti e ne ribadisce e approfondisce altri noti, frutto di un accurato studio da parte di Bonasera e Romano, che dalle pagine del volume sembrano sussurrare ai loro lettori “<strong>Poi non dite che non ve l’avevamo detto</strong>”.</p>
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		<title>Ali di burro, esordio letterario per Noemi Azzurra Barbuto</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 20:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“ALI DI BURRO”, IL LIBRO DI NOEMI AZZURRA BARBUTO, UNA STORIA  DI DONNA, UN VIAGGIO NELL’ANIMA, TRA  DOLORE, INTERIORITA’ E LIBERAZIONE. Reggio Calabria &#8211; Esordio letterario  che colpisce quello di Noemi Azzurra Barbuto, nella semplicità e nella profondità dell’essere, il suo libro “Ali di Burro”, che già ha debuttato al Salone Internazionale del Libro di [...]]]></description>
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<strong>“ALI DI BURRO”, IL LIBRO DI NOEMI AZZURRA BARBUTO, UNA STORIA  DI DONNA, UN VIAGGIO NELL’ANIMA, TRA  DOLORE, INTERIORITA’ E LIBERAZIONE.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/noemi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-84997" title="noemi" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/noemi-300x85.jpg" alt="" width="300" height="85" /></a>Reggio Calabria &#8211; Esordio letterario  che colpisce quello di Noemi Azzurra Barbuto, nella semplicità e nella profondità dell’essere, il suo libro “Ali di Burro”, che già ha debuttato al Salone Internazionale del Libro di Torino, a Reggio mostra il suo aspetto più intimo. Nella Sala Giuditta Levato, la giornalista reggina è in mezzo ad illustri presenze, il consigliere regionale On. Giuseppe Giordano, il giornalista Rai Domenico Nunnari, il professore di filosofia Glauco Morabito. Moderatrice della conferenza stampa la giornalista Gabriella Lax, responsabile cultura di Calabria Ora, che in parole rapide definisce il libro ”<em>Un vortice tra passato e presente,lo spettatore lettore rimane in sospeso,in questo romanzo in cui non ci sono nomi,non viene mai svelato il nome della protagonista, solo l’amica del cuore ha un nome SARA ed anche l’amico del cuore LUCA e alla fine viene fuori il nome di ALESSANDRO .Ali di Burro affronta i temi forti di aborto e bulimia, è arioso e luccicante con tante chiavi di lettura.” </em>La solidarietà femminile appassionata di Gabriella Lax lascia spazio alla dimensione umana dell’ on. Giuseppe Giordano che si  appassiona nei forti temi <em>“In questo monologo della protagonista ho avvertito una stretta allo stomaco per i temi della narrazione, dal male di vivere, dalla bulimia, del dolore come catarsi della vita ed attraverso questo passaggio c’è la liberazione.”</em> Il pensiero filosofico è nella voce del prof. Glauco Morabito <em>“Ho letto il libro come un saggio,la temporalità stravolta non è casuale,perché è riportare la temporaneità dell’inconscio. E’ un romanzo della psiche,non a caso c’è l’immagine della farfalla. E’ un romanzo di iniziazione dimensione caotica per poi arrivare alla liberazione.” </em>Lo sguardo del giornalista Domenico Nunnari coglie invece l’essenza del romanzo come monologo su un proscenio teatrale <em>“Travolto dalla lettura di getto,rapito dalla lettura,quasi come un’urgenza nel sapere la fine. Una scrittura viva, lineare, ho colto leggendo che il romanzo può nascere ovunque ed oggi scrivere un romanzo è bello, già il titolo ha una valenza letteraria : Ali di Burro, le Ali sono la vita, il burro è la fragilità della vita. Noemi ha scritto un libro sulla fragilità della vita.”</em> Dopo il rituale delle recensioni vocali ,la protagonista è lei, Noemi Azzurra Barbuto, che con semplicità ed un piccolo tratto di timidezza racconta come da giornalista sia abituata a trincerarsi dietro un block notes, è lei che fa le domande ed adesso la situazione è capovolta, è lei  a tracciare la linea delle idee<em>. ”Il libro nasce dall’esigenza di raccontare stati d’animo,di sensibilizzare la società nei confronti delle donne che intraprendono il percorso della gravidanza, Le donne che dopo avere abortito scelgono di stare da sole, è una tematica a volte strumentalizzata.”Lentamente la timidezza si scioglie come il burro e mette le ali ai discorsi “Il mio romanzo è un invito a uomini e donne che soffrono per parlare, parlarsi, raccontare e ascoltare, perché la comunicazione è chiedere aiuto. La maternità è uno stato d’animo,si può avere il senso materno anche senza essere madre. Io non sono madre,ma sento un grande senso materno dentro e ringrazio per questo le donne della mia vita, mia madre, mia sorella, mia nonna.”</em> Dalla platea si alzano gli elogi di due signore per la delicatezza e la profondità dei testi ed un fascio di fiori alla fine, mette un’ulteriore nota di grazia in questo incontro tra il romanzo ed il vivere. Una giovane scrittrice, il romanzo “Ali di Burro”, inizia il cammino, inizia il racconto di universi e sentimenti che non svaniranno mai.</p>
<p><strong>Fulvio D’Ascola</strong></p>
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		<title>Reggio Calabria, venerdì 17 giugno 2011, presentazione del libro &#8220;Ali di burro&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 17:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Ali-di-burro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-84701" title="Ali di burro" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Ali-di-burro.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>Reggio Calabria 14 giugno 2011 &#8211; Venerdì 17 giugno, alle ore 18, presso la sala Giuditta Levato del Consiglio Regionale della Calabria, sarà presentato il libro, che ha fatto già il suo debutto al Salone Internazionale del Libro di Torino del 12-16 maggio scorsi, “Ali di burro”, della giornalista calabrese <strong>Noemi Azzurra Barbuto</strong>, edito dalla casa editrice Albatros Il Filo.</p>
<p>Prenderanno parte alla conferenza in qualità di relatori il consigliere regionali Giuseppe Giordano, il giornalista Domenico Nunnari, il docente di filosofia Glauco Morabito, nonché l&#8217;autrice stessa.</p>
<p>Modererà i lavori la giornalista <strong>Gabriella Lax</strong>.</p>
<p>In “Ali di burro”, la giovane protagonista del romanzo racconta la sua malattia, i giorni, i mesi, gli anni passati a vomitare tutto il cibo, tutta la rabbia, tutta la solitudine. Intimo, femminile, viscerale, “Ali di burro” è un monologo in cui si respira tutta l&#8217;urgenza dell&#8217;amore, divorato, sognato, atteso, ed in cui l&#8217;incanto ed il desiderio per la vita si rincorrono.</p>
<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/noemi2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-84702" title="noemi2" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/noemi2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In esso l&#8217;autrice affronta molteplici temi di grande attualità</strong> (aborto, rapporto genitori-figli, disgregazione del nucleo familiare, disturbi alimentari e maternità), con lo scopo fondamentale di sensibilizzare la società nei confronti delle numerose donne che hanno vissuto o si trovano a vivere l&#8217;esperienza dolorosa e traumatica dell&#8217;aborto, che rappresenta, secondo l&#8217;autrice, un male che andrebbe sempre evitato, non solo per le implicazioni etiche nei confronti del nascituro, ma anche per le sue conseguenze psicologiche e per il senso di perdita e di lacerazione profonda che lascia nella donna. Tuttavia, esso costituisce anche una realtà con la quale bisogna fare i conti, nonché un diritto che oggi nessuno Stato che si proclami civile può negare alla donna.</p>
<p>Argomento centrale del libro è la maternità, esperienza totalizzante e miracolosa, destinata ad incidere in modo indelebile nell&#8217;animo di coloro che la vivono, trasformandole per sempre.</p>
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