Cosa fare con gli attacchi di panico
Se si soffre di attacchi di panico, non c’è altra soluzione che quella di rivolgersi a una psicologa a Torino per affrontare un problema che, se trascurato, rischia di ingigantirsi e di avere conseguenze poco piacevoli. Quando si parla di attacchi di panico ci si riferisce a delle crisi di ansia, vale a dire episodi di paura intensa e imprevista o caratterizzati da un veloce aumento dello stato di ansia con cui si ha già a che fare. Tali attacchi possono essere accompagnati da sintomi cognitivi e somatici di vario genere, come per esempio la sudorazione improvvisa, le palpitazioni, il dolore al petto, il tremore, la nausea, la sensazione di soffocamento, la paura di morire, le vertigini, le vampate di calore, i brividi o la paura di impazzire.
Cosa succede
Grazie al sito psicologatorino.net si ha l’opportunità di contattare una psicologa a Torino con le competenze necessarie a favorire un superamento del problema. Gli attacchi di panico, infatti, non di rado sono esperienze terrificanti, che possono impedire addirittura di svolgere azioni normali come guidare la macchina, viaggiare in pullman o persino uscire di casa e stare in mezzo alle persone. Per questo motivo il disturbo di panico può essere associato all’agorafobia, in un circolo vizioso che si concretizza anche nella paura di trovarsi in una situazione o in un luogo da cui allontanarsi potrebbe essere difficile.
I sintomi
Rivolgersi a una psicologa a Torino è importante anche perché i pazienti rischiano di essere schiavi dei propri attacchi di panico, e ogni situazione potenzialmente ansiogena viene scongiurata e allontanata. A volte possono risultare efficaci alcuni medicinali come gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina: è il caso della fluvoxamina, della fluoxetina o del citalopram. Gli attacchi di panico di solito si contraddistinguono per un inizio improvviso e in meno di una decina di minuti raggiungono il proprio apice: possono durare venti minuti, ma ovviamente dipende da caso a caso. Tra i sintomi tipici ci sono i disturbi addominali e le cosiddette parestesie, vale a dire le sensazioni di formicolio o di intorpidimento, ma anche i tremori fini e le sensazioni di derealizzazione e di depersonalizzazione. In questi casi, si vive una percezione del mondo esterno irreale e strana, con una impressione di distacco e di stordimento; in più, si può avere a che fare con una percezione di sé alterata, come se si fosse estranei rispetto al proprio corpo o ai propri processi di pensiero. Nel corso di un attacco, si è alle prese con pensieri incontrollati e automatici di tipo catastrofico, che affollano la mente della persona in modo pericoloso perché la inducono a pensare al peggio e le impediscono di essere lucida.
Non bisogna dimenticare, poi, gli attacchi paucisintomatici, che non sono altro che attacchi in occasione dei quali si manifestano pochi sintomi caratteristici del panico ma non si sperimenta un attacco vero e proprio.
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