L'anoressia: come trattarla

L’anoressia: come trattarla

Chi soffre di anoressia nervosa ha bisogno di aiuto: è questo il punto di partenza imprescindibile per qualsiasi cura e trattamento. In linea di massima, la terapia dovrebbe essere effettuata in ambulatorio, ma tale opzione non sempre viene messa a disposizione: inoltre, è consigliata unicamente per i soggetti che fanno registrare una perdita di peso non superiore al 25% e che, quindi, può essere definita non allarmante. Come noto, sono molte le complicazioni mediche a cui può andare incontro una persona anoressica: per questo motivo, un trattamento ambulatoriale può essere tentato in qualsiasi caso, ma è opportuno ricorrere a un ricovero in ospedale nel caso in cui non si riscontri alcun tipo di miglioramento dopo tre o quattro mesi. Solo in questo modo, infatti, si può provare a evitare che il disturbo si cronicizzi.

L’intervento ospedaliero, dunque, è molto spesso importante, e si basa su due finalità ben distinte, che però si intersecano e sovrappongono tra loro: da un lato, è indispensabile avviare (o continuare, se è già stato iniziato) un percorso di cura che abbia lo scopo di interrompere e bloccare quei fattori che mantengono il disturbo o ne favoriscono lo sviluppo; dall’altro lato, occorre stabilizzare le condizioni psichiatriche e mediche della persona, per una gestione il più possibile agevole delle complicazioni acute che potrebbero derivare, come per esempio l’amenorrea.

Risulta evidente, quindi, che per l’anoressia un trattamento adeguato dovrebbe essere compiuto da un team multidisciplinare, composto, oltre che da medici con conoscenze psichiatriche e internistiche e da personale infermieristico, anche da dietisti, psicologi o psicoterapeuti. Può tornare utile, per esempio, fare riferimento alla terapia cognitivo – comportamentale, in funzione della quale si cerca di indurre la persona a cambiare idea a proposito della concezione del corpo. Nella maggior parte dei casi, infatti, chi soffre di anoressia è convinto che le forme corporee e il peso rappresentino il più importante, se non addirittura l’unico, fattore in funzione del quale il valore personale può essere definito e calcolato.

Nella prima fase del trattamento dell’anoressia è necessario normalizzare il peso e fare in modo che la persona metta da parte i comportamenti che hanno a che fare con il controllo del peso stesso; nella seconda fase, l’obiettivo è quello di migliorare la valutazione di sé, l’immagine corporea e, di conseguenza, le relazioni sociali; nella terza fase, infine, lo scopo da raggiungere deve essere quello di portare a termine la terapia, il che vuol dire anche evitare e prevenire le eventuali ricadute.

Sul sito www.lauravitagliano.it è possibile trovare informazioni ancora più dettagliate a proposito di questo disturbo, che merita di essere approfondito con la massima attenzione: il ricorso a un professionista – che si tratti di uno psicologo o di uno psicoterapeuta – può essere fondamentale per risolvere e superare il problema.

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