Preventivo mutuo: come valutarlo

Preventivo mutuo: come valutarlo

Quando si richiede e si ottiene un preventivo mutuo, sono numerosi gli elementi che devono essere sottoposti a una valutazione attenta e approfondita, così che sia possibile verificarne la convenienza anche in rapporto ad altri preventivi eventualmente a disposizione. Senza dubbio, uno dei fattori da cui non si può prescindere è il rapporto tra rata e reddito: è fondamentale, cioè, optare per un mutuo che presupponga il pagamento di rate che non influiscano in modo eccessivo sullo stile di vita, sia nel presente che, soprattutto, nel futuro. Non ci si può dimenticare, infatti, che si tratta di una forma di finanziamento che è destinata a essere rimborsata sul medio o sul lungo termine, spesso nel giro di decenni: ecco, quindi, che se una rata può apparire sostenibile per una coppia appena sposata, lo scenario può modificarsi nel momento in cui la famiglia si allarga, con uno o più figli, e le spese si moltiplicano in modo esponenziale.

Ecco perché il rapporto tra rata e reddito deve costituire il punto di partenza per una verifica adeguata di un preventivo mutuo: è essenziale, insomma, allargare il proprio punto di vista e ragionare in un’ottica che non si limiti al momento attuale ma coinvolga anche l’avvenire. Altrettanto importante, poi, è conoscere la percentuale di finanziamento che viene concessa dalla banca o dall’istituto di credito in funzione della perizia di valutazione della casa o dell’immobile; perizia che – come noto – viene effettuata da un perito che è nominato dalla banca stessa.

Tra gli altri fattori su cui è opportuno concentrarsi una volta ricevuto un preventivo mutuo ci sono, ovviamente, l’importo stesso del finanziamento e le proprie capacità di risparmio. Non si può fare a meno di prendere in considerazione l’entità degli introiti di cui si può disporre, sia che si viva da soli, sia che si viva in famiglia. Infine, grande importanza deve essere riservata ai tassi di interessi, che possono essere variabili o fissi: nel primo caso sono determinati in funzione dell’Euribor, mentre nel secondo caso sono determinati in funzione dell’Eurirs.

Come si può intuire dal loro nome, i tassi variabili presuppongono la possibilità che le rate cambino nel corso del tempo, in base all’andamento dell’Euribor: non è detto che debbano per forza aumentare, ma è possibile anche che diminuiscano, proprio perché tutto dipende dall’Euribor. Sono costanti e non possono variare, invece, le rate a tasso fisso, che garantiscono la sicurezza che per tutta la durata del finanziamento si avrà sempre a che fare con la stessa spesa, senza il rischio di imprevisti. Tutte e due le opzioni – rate a tasso variabile e rate a tasso fisso – presentano dei pro e dei contro: c’è chi può preferire la sicurezza e la stabilità e chi, invece, spera in un andamento dell’Euribor che riduca l’entità delle somme che devono essere pagate.

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