L'INPS aggiornato i tassi delle cessione del quinto 2020

L’INPS aggiornato i tassi delle cessione del quinto 2020

La cessione del quinto è sicuramente uno dei metodi più comodi e sicuri per ottenere un prestito. Questo vale per i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e per i pensionati che vedranno scalare il quinto della propria pensione per il numero di rate concordato in sede di stipula del contratto.

La comodità della cessione del quinto risiede sia nella sicurezza pressoché matematica che il prestito venga concesso, sia nel fatto che sarà l’INPS direttamente a rimborsare le rate all’istituto di credito che avrà emesso il finanziamento. Da ultimo, il vero e proprio vantaggio del prestito tramite cessione del quinto è la rata, la quale non potrà mai superare il quinto dello stipendio o della pensione, cioè il 20%.

Ora, nella rata, oltre alle eventuali spese accessorie che dipendono da istituto di credito a  istituto di credito, sono comprese le rate dell’assicurazione obbligatoria (che nel caso dei pensionati interviene in caso di morte del contraente) e i tassi di interesse.

Ogni trimestre l’INPS aggiorna questi tassi i quali sono proporzionalmente definiti e calcolati in base all’età del contraente. I tassi INPS, inoltre, sono utili ai fini dell’individuazione dei tassi usurari. Lo stato, infatti, vigila a che i tassi di interesse applicati dagli istituti di credito non superino le soglie imposte dai calcoli INPS:

 

Tassi di interesse INPS per il primo trimestre 2020

Come affermato più sopra, i tassi di interesse sono stati aggiornati dall’INPS per il primo trimestre 2020 (quindi per il periodo che va dal 1 Gennaio al 31 Marzo 2020) ed è facile con questi dati calcolare la cessione del quinto corretta.

INPS lo ha fatto con una circolare (n.13 del 3 gennaio 2020), inerente i TEGM (Tassi Effettivi Globali Medi) sui quali ci si baserà per il calcolo degli interessi sulle operazioni di cessione del quinto.

Le soglie di età che costituiscono le fasce di differenziazione dei tassi (ricordiamo infatti che i tassi di interesse sono direttamente proporzionali all’età del richiedente) sono state definite in 5 sezioni:

  1. Richiedente con età fino a 59 anni: il tasso di interesse applicato per prestiti fino a 15.000 euro è del 8,51%. Per importi superiori, invece, il tasso è del 6,73%.
  2. Richiedente con un’età che va da 60 a 64 anni: il tasso di interesse applicato in questo caso è del 9,31% per importi superiori a 15.000 euro. Scende, invece, al 7,53% per importi superiori.
  3. Richiedente da 65 a 69 anni: per questa fascia di età il tasso cresce al 10,11% per importi fino a 15.000 euro, mentre si attesta al 8,33% per importi che superino i 15.000 euro.
  4. Richiedente con un’età che va da 70 a 74 anni: il tasso per un prestito fino a 15.000 euro è del 10,81%. Scende al 9,03% per prestiti con cifre superiori a 15.000 euro.
  5. Richiedente con un’età che va da 75 a 79 anni: per un prestito fino a 15.000 euro il tasso di interesse si attesta all’11,61%. Per importi, invece, che superino la cifra di 15.000 euro il tasso è del 9,83%.

 

È importante segnalare che la fascia di età da prendere in considerazione è quella relativa all’età che il richiedente avrà al termine del prestito

You must be logged in to post a comment